Cronaca

Operazione antimafia, blitz del Ros: preso Pagliarulo, l’uomo dei clan pugliesi

Finisce nell'inchiesta dell'Antimafia di Bari Giuseppe Antonio Pagliarulo di 72anni, detto o Sceriffo, l'uomo in Irpinia dei clan pugliesi

I carabinieri del Ros e i colleghi dei comandi provinciali hanno dato esecuzione a misure cautelari emesse dal Tribunale di Bari nei confronti di 48 persone, indagate a vario titolo per associazione di tipo mafioso, riciclaggio, estorsione, concorrenza illecita con minaccia o violenza, sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione illegale di armi ed esplosivi, truffe per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Finisce nell’inchiesta dell’Antimafia di Bari Giuseppe Antonio Pagliarulo di 72anni, detto o Sceriffo, l’uomo in Irpinia dei clan pugliesi.

Operazione antimafia, coinvolto Pagliarulo

Gestiva le estorsioni legate all’acquisizione degli appalti per il movimento terra e gli scavi legati alla realizzazione dei parchi eolici e l’inchiesta «Grande Carro» della Dda di Bari ricostruisce i rapporti dell’uomo di Vallesaccarda con il clan pugliese. E per lui scatta il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione aggravata e continuata.

Sono stati 48 gli arresti eseguiti dai carabinieri del Ros (41 in carcere e 7 ai domiciliari) su disposizione della Dda di Bari, relativi a reati di mafia, estorsioni e frode sui fondi europei che ruota attorno alla batteria mafiosa dei Sinesi-Francavilla di Foggia.
Un altro episodio contestato a Pagliarulo ancora in Irpinia. La Dda gli addebita i reati di illecita concorrenza sleale volti al controllo o comunque al condizionamento dell’aggiudicazione e dell’esecuzione di un remunerativo appalto nel settore dell’eolico, mediante l’imposizione di i prezzi e condizioni di lavoro. In particolare, con riferimento all’accaparramento illecito dei lavori di fornitura di inerti e calcestruzzo in un cantiere a Scampitella dove era in fase di realizzazione, la sottostazione elettrica, appaltata da Terna ad una cooperativa di Bologna che aveva, a sua volta affidato i lavori ad un’impresa di Cerignola. Ad un’impresa di trasporti molisana restia a pagare tangenti invece venne distrutta la motrice di un mezzo e distrutta a colpi di pistola la vetrata d’ingresso degli uffici aziendali.

Fonte: Il Mattino

 

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