Economia

Quali sono i fattori per la quotazione di un diamante

Mae West affermava che un diamante ricevuto in dono brilli molto di più rispetto a quello che acquistato per proprio conto. In questo caso, però, diventa abbastanza complicato riuscire a stabilire l’effettivo valore della pietra ricevuta.

Proprio questo motivo dovrebbe spingere a seguire alcune linee guida utili al fine di sapere come riconoscere un diamante. Iniziando da una precondizione: la prima cosa da fare è proprio far eseguire la valutazione da un esperto. Il quale la porterà avanti tenendo conto delle quattro “C”: taglio (cut), colore (colour), peso (carat) e purezza (clarity).

Il taglio

Il diamante somiglia in origine ad un sassolino. A trasformarlo è il taglio e ne esistono parecchi. Il più diffuso è quello a brillante, cui si aggiungono quello a goccia, a cuore, a marquise, a ovale o a smeraldo, che sono comunque meno gettonati dagli acquirenti. Nonostante la loro particolarità non possono quindi vantare un mercato all’altezza del primo.

Va anche ricordato come a rendere ottimale un taglio è il rispetto di ben precise proporzioni, cui è delegato un compito estremamente importante: permettere alla gemma di riflettere al meglio la luce.

Il colore

Il colore della gemma può variare dalla sua assenza sino al raggiungimento di tonalità tendenti al giallo scuro. Le tonalità sono in pratica impurità o difetti strutturali: se il giallo e il marrone sono le più comuni, i diamanti “neri” non sono veramente tali, ma devono il loro aspetto alla presenza di numerose inclusioni.

Quando il colore è abbastanza saturo nei diamanti gialli o marroni, il gemmologo può definirne fancy (fantasia) il colore, altrimenti la classificazione prende come riferimento la normale scala di colore di quelli bianchi.
Va poi ricordato come il valore dipenda anche dalla rarità della colorazione, con il prezzo che può aumentare nel caso in cui la gemma sia totalmente incolore o abbia un colore più marcato.

Il peso

I diamanti di grandi dimensioni sono molto rari, quindi proprio il peso ne fa aumentare il valore. Il peso delle gemme si misura in carati, antica unità di misura che utilizzava i semi del carrubbo (qirat) e ognuno di essi equivale a 0,2 grammi. Inoltre i carati possono essere suddivisi in grani, equivalenti ad un ventesimo di grammo, ed in punti, equivalenti ad un centesimo di carato.

La purezza

Infine la purezza, la quale dipende dal fatto che quasi tutti i diamanti possono contenere particelle o inclusioni al loro interno, tali da impedire, in base alla quantità, il passaggio della luce e di conseguenza la brillantezza della gemma. Le inclusioni sono caratteristiche interne di varie tipologie: possono essere naturali oppure causate nelle varie fasi di taglio della pietra.

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