Curiosità

Racconto in lingua, l’Irpinia e le storie di una terra antica

Racconto in lingua, l’Irpinia e le storie di una terra antica. Un viaggio tra gli antichi dialetti dell’Irpinia per riscoprire la bellezza di un modo antico di esprimersi. Dove la tradizione attraversa la storia di un popolo nelle sfaccettature dei suoi dialetti, dal 1800 ad oggi.

Racconto in lingua, l’Irpinia e le storie di una terra antica

Racconto in lingua, l’Irpinia e le storie di una terra antica, un viaggio tra i dialetti per riscoprire la bellezza di un modo arcaico di esprimersi.

 

Il racconto in lingua : La cepolla è de lo guardiano

Quanno Masto Peppo s’imparava conzacrave, iette no iorno co lo masto suio a ghiornata a da li monaci re lo Monte e, quanno fongo l’ora re magnià, lo Cannavale apparecchiavo la tavola a li masti e, tra avate cose. Portavo a tavola na cepolla forte e decette:

  • Zi Ma, v’aggio portato na cepolla chi lo guardiano nge vai paccio! –

Lo Masto re Masto Peppe,a berè la cepolla, la guardava storta e, mece e si magnà quera, si mangiavo ro caso. Masto Peppe, no picca scornuso, ca era guaglione, mece re si mangià ro caso si volià piglià la cepolla, quanno si sentette n’allucco ra lo masto accompagnato ra na cerata storta:

  • Guagliò, lassa ì a cepolla ca quessa è de lo guardiano…mangia caso!-

Lo guardiano, chi mangiava picca lontano, recette citto citto:

  • Oh cancaro, pe causa tua, Cannavà, ma si mangiavo tutto ra casa e lassano la cepolla; no nge l’avissi mai ritto ca mi piacevano re cepolle!

Responnette lo Cannavale:

  • Io nge l’aggio ritto pe nge la fa piglià chiù a caro!

Ra tanno mpoi no li mettiero chiù cepolle ntavola.

Rc

(tratto da Li Canti Viecchi – di Modestino della Sala)

 

 

Il racconto in italiano : La cipolla è del padre guardiano

Quando Mastro Peppo imparava il mestiere di calderaio, andò un giorno col suo mastro a giornata dai monaci del Monte e, quando fu l’ora del desinare, il frate preposto alla cantina apparecchiò la tavola ai mastri. Fra l’altro portò a tavola una cipolla forte e disse:

  • Maestro, vi ho portato una cipolla per la quale il padre guardiano va pazzo.

Il Maestro di Mastro Peppo, a vederla, guardava di traverso la cipolla e, invece di mangiarla, si mangiò il formaggio. Mastro Peppo, un po’ vergognoso, perché era ragazzo, invece di mangiare il formaggio voleva mangiare la cipolla, quando si ebbe un urlo dal Maestro, accompagnato da un’occhiata storta:

  • Ragazzo, lascia stare la cipolla, perché è del padre guardiano…mangia il formaggio!

Il padre guardiano, che mangiava poco lontano, disse senza farsi sentire:

  • Caspita! Per causa tua, frate, ora si mangiano tutto il formaggio e lasciano la cipolla, non glielo avessi mai detto che mi piacevano le cipolle!.

Rispose il frate preposto alle cantine:

  • Io gliel’ho detto per fargliela apprezzare di più!

Da allora in poi non misero più cipolle a tavola.

 

 

 

rubrica a cura di Elizabeth Iannone

 

 

 

 

 

 

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