Inchiesta

Mancini, i genitori partoriscono il comitato

AVELLINO. Con non poche difficoltà per accordare le voci discordi, nonostante gli svariati “canti”, anche i genitori degli studenti del Mancini hanno visto l’alba di un nuovo giorno, quello di un comitato che abbia la forza della forza comune e dia voce alla necessità condivisa di risolvere la questione del liceo scientifico.
Il primo vagito del nascente comitato è stata la diffida presentata questa mattina alla Provincia.

 

Gli otto del comitato, eletti a portare l’egida per tutti e che hanno firmato l’atto sono Maddalena Campana,  Roberta Rossani, Tiziana Caterina, Ciro Barone, Luigi Melone, Alfredo Cavaliere, Feliciano Ricciardelli  e Renato Borriello. Hanno chiesto di annullare il provvedimento con cui il Mancini è stato frazionato tra vari istituti cittadini e che ha sancito gli orari scolastici pomeridiani. Altra richiesta di particolare interesse è poter conoscere tutte le alternative idonee ad accogliere i giovani.

 

Come in quest’ultima, infatti, anche qui si fa riferimento alla pessima offerta dei servizi pubblici ma sorprende leggere i genitori parlare di «notevoli problemi in tema di sicurezza, in particolare per gli alunni minorenni, esposti ai più svariati pericoli di carattere sociale». Stupisce perché qualche senzatetto ha fatto esperienza che possono essere proprio i giovanissimi dell’Avellino bene ad essere pericolosi. Stupisce perché si legge che «il permanere dei ragazzini [lontano, n.d.r.] controllo dei genitori [perchè di mattina lavorano, n.d.r.] per un periodo così prolungato impedirebbe ai genitori di esercitare il diritto-dovere di educazione e cura degli stessi», quasi a dire che solo la stretta sorveglianza dei figli consente una buona educazione e che ancora non hanno reso autosufficienti gli adolescenti. Stupisce perchè i ragazzi stanno passando molto tempo fuori dalle scuole a scioperare.
Nota di colore, poi, l’osservazione per cui non ci sarebbe tempo sufficiente per pulire le aule e i bagni: come se i compagni degli altri istituti fossero vandali che sporcano finanche le pareti al pari di scimmie in gabbia.
Questo e poco altro a motivare la diffida dei genitori, invitando il legale rappresentante pro tempore della Provincia –  Gambacorta, ancora ricoverato per l’infarto – a revocare il provvedimento.
L’ultimatum è di 5 giorni: dopodiché «in caso di inerzia, il comitato dei genitori invocherà l’esercizio del potere sostitutivo superiore, riservandosi di mettere in atto tutte le azioni atte a tutelare i diritti costituzionalmente garantiti».
 

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