Politica

D’Alessio (Lega Giovani), il punto politico tra Demitismo, Europa e Giovani in Politica – L’intervista

CALABRITTO. Giuseppe D’Alessio, classe 1998, nonostante la giovane età è ad oggi una delle figure politiche più promettenti della Lega di Salvini in Campania. Da poco riconfermato coordinatore del movimento giovanile “Lega Giovani” per la provincia di Avellino, e non poteva essere altrimenti dato l’ottimo risultato elettorale alle politiche del 4 marzo della Lega a Calabritto suo paese di origine. Ricordiamo il 16% la percentuale più alta della provincia di Avellino: successo di cui D’Alessio è stato ispiratore principale. Siamo in terra di Irpinia, ex feudo politico dell’leader ed ispiratore della DC corrente Sinistra di Base, tal Ciriaco De Mita, sindaco di Nusco, presidente del Consiglio italiano nel 1989, esattamente 10 anni prima che nascesse Giuseppe D’Alessio, che con linguaggio chiaro, scevro dai vocaboli del “demitismo pensiero” non proprio sintetico nel frasario, afferma con assoluta capacità di sintesi e visione pragmatica del presente di aver sempre creduto al progetto della Lega al Sud. Fin dai tempi di Noi con Salvini” ribadisce.“La Lega è l’unica alternativa al Demitismo per far diventare grande l’Irpinia”ci dice D’Alessio con fermezza. Ma facciamo il punto politico sull’oggi.

Giuseppe D’Alessio, un ventenne impegnato in politica come te, che idea si è fatto del “demitismo” che ha rappresentato nel bene e nel male, il potere politico in Irpinia?Bella domanda, direi che è l’unica ideologia presente in alcuni posti della provincia di Avellino, chi non ha vissuto o lavorato in provincia, non può capirlo al 100%. Una provincia quella di Avellino che da troppi e tanti anni si è aggrappata ad un solo uomo. Non sta a me in questa intervista dare un giudizio su una figura politica che certamente è stata tra le più importanti della storia politica italiana. Tuttavia, oggi il demitismo ha intrappolato troppi uomini e donne sia per mentalità e cultura, che per modo di concepire la politica in un periodo passato che non esiste più. Molti o per meglio dire ancora troppi, vivono nella prima repubblica. Oggi, la Lega è l’unica alternativa possibile per rilanciare l’Irpinia e segnare il cambiamento che serve”.

Si avvicinano le Elezioni Europee con una Lega data in ascesa in tutti i sondaggi, con sempre più nuove adesioni in tutta Italia. È ancora presto per fare nomi e cognomi di possibili candidati. Ma facciamo il punto politico sull’Europa. Che Europa serve all’Irpinia per un cambiamento vero ed una crescita concreta?

“A questo territorio serve un’Europa che non abbandoni le aree interne, serve una politica forte che torni a rimettere in carreggiata tutta l’area irpina. Il nostro territorio sta morendo, i paesi si svuotano e non esiste nessun cambio generazionale, spetta ai piani alti, che siano europei o nazionali ad arginare la tremenda situazione. L’Irpinia ha pagato a caro prezzo l’incompetenza dei rappresentanti precedenti, il sud è stato lasciato come al solito sempre più indietro e le provincie minori come Avellino, sono state lasciate sole”

Cosa può fare l’Europa per l’Irpinia secondo te? “Io credo che il discorso primario è cosa può fare L’Europa per l’Italia e cosa può fare l’Italia per l’Irpinia. Mi spiego meglio, per fare in modo che si cambi rotta, l’Intero sistema gerarchico deve funzionare in modo corretto. La provincia di Avellino non ha ricevuto le dovute attenzioni a livello regionale, cosa le fa pensare che l’Irpinia stessa possa occupare una posizione di rilevanza su scala nazionale ed europea? Il problema è che i nostri rappresentanti non hanno combattuto per portare avanti le esigenze di un popolo e di un territorio che sta morendo”

Quanto possono essere determinanti per questo cambiamento in terra Irpina i Giovani in Politica? Che ruolo possono giocare?“I giovani diventano fondamentali per la nazione, se la politica decide di puntare sulle “nuove leve” davvero e in concreto. Viviamo in un territorio amministrato da più di 30 anni, sempre dalle solite persone. La politica in questi anni ha fallito miseramente, perché non ha fatto un giusto cambio generazionale. Ci ritroviamo una classe dirigente, che nonostante le modifiche dell’attuale governo, gestisce e comanda in maniera vergognosa tutto il territorio. La lega ha avuto il merito di inserire e di puntare sui giovani, creando coordinamenti giovanili su tutto il territorio nazionale. Io oggi ho la responsabilità di inserire “nuovi protagonisti” nel vecchio contesto politico e lavoreremo proprio per accantonare sempre di più i vecchi dinosauri della politica che tanto male hanno amministrato i nostri territori. Quindi i giovani saranno determinanti e ben vengano nuove adesioni e nuova voglia di partecipare alla politica”

 

di Enrico Marotta

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