Curiosità

La lista dei giochi più famosi della tradizione campana

La Campania è una regione nota non solo in Italia, ma un po’ in tutto il mondo, per il carattere estroverso e socievole della maggior parte dei suoi abitanti. Il territorio campano, seppur con tante contraddizioni, ha saputo dare moltissimo a diversi ambiti della cultura e della società del nostro Paese, basti pensare a campi come musica, cinema e letteratura, ma da queste parti c’è anche una radicata tradizione in tema di giochi di tutti i tipi.

La storia di questa regione è ricca di passatempi caratteristici che sono stati tramandati di generazione in generazione, la maggior parte dei quali potevano essere praticati per la strada. Alcuni esempi sono la “pallamaglio”, (gioco ibrido, che ricordava un po’ il polo e un po’ il golf, in cui lo scopo era far muovere una palla di legno con delle mazze artigianali), il “Carruocciolo” (precursore Anni ’50 del più celebre skateboard, veniva realizzato con assi di legno a cui erano aggiunte delle ruote rudimentali realizzate con dei cuscinetti a sfera) o lo “strummolo” (la trottola di legno fatta roteare grazie a un laccio, detto ‘a finicella).

Campania, terra di giochi di carte e non solo

Questi erano perlopiù giochi per bambini che oggi sono quasi del tutto scomparsi, la Campania, ad ogni modo, ha una fortissima tradizione in fatto di giochi di carte tuttora praticati, sia dal vivo, sia sul web (molti casinò digitali li propongono insieme a slot, roulette online e altri giochi tipici delle sale da gioco). Quasi tutti vengono praticati con le carte napoletane, una testimonianza dello stretto legame tra la città di Napoli e la Spagna, in virtù di una dominazione da parte dei regnanti iberici durata oltre due secoli.

Furono proprio gli spagnoli, che a loro volta le avevano conosciute attraverso gli arabi, a introdurre le carte da gioco in Campania, e la diffusione, anche in virtù degli scambi commerciali tra i paesi fu molto rapida.  Alla stregua degli altri mazzi di carte italiani, anche le carte napoletane sono divise in quattro semi (denari, spade, coppe e bastoni) ognuno dei quali conta 10 carte (re, cavaliere, fante o donne e 7 carte numerate). 

Tra i giochi di carte che sono maggiormente diffusi in Campania (ma che hanno travalicato rapidamente i confini regionali diffondendosi in tutto il resto d’Italia) la “Scopa” va indubbiamente collocata al primo posto. Di questo gioco sono nate anche alcune varianti più elaborate come ad esempio lo “Scopone” e lo “Scopone scientifico” ai quali si gioca in 4, divisi in due coppie. Diffusissimo anche il “7 e mezzo”, anch’esso molto praticato durante le festività e diffusosi poi in tutta Italia, in cui lo scopo è non sballare. Celebri anche il “Tresette” (che rispetto agli altri giochi dalla dinamica più semplice richiede una maggiore abilità di calcolo), oppure l’“Asso pigliatutto” e la “Briscola”.

La Campania, ad ogni modo, non è conosciuta solo per i giochi di carte: celebri, infatti, sono anche i giochi ad estrazione come la “tombola” (inventata da Re Carlo III di Borbone nel 1734) e il “lotto”, gioco attorno al quale è sorta parallelamente la “Smorfia napoletana”, il celebre sistema per convertire i sogni in numeri.

Campania in testa per il gioco online

La regione Campania, con 4,3 miliardi spesi in azzardo risulta essere seconda solo alla Lombardia (7 miliardi euro), ed è seguita da Lazio (3,9 miliardi) ed Emilia Romagna (3 miliardi). La Campania occupa invece il primo posto per quanto riguarda il gioco online: il 18% dei giocatori online italiani proviene dalla Campania, con la Lombardia che segue col 12%. Nella lista figurano poi Sicilia (11%), Lazio, Emilia Romagna e Puglia (tutte con il 10%).

Redazione L'Occhio di Avellino

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