Avellino, intervento d’avanguardia al Moscati: restituita a un 64enne la speranza di sopravvivenza

Moscati

Intervento dell'unità Fegato ad Avellino, operazione d'avanguardia. Restituita ad un uomo di 64 anni la speranza di sopravvivenza

Un intervento d’avanguardia dell’unità Fegato ad Avellino. Una nuova prospettiva di vita con la possibilità di essere inserito nelle liste di attesa per il trapianto di fegato. Sarà dimesso domani un 64enne di Avellino, affetto da epatocarcinoma su cirrosi che, grazie a un lavoro multidisciplinare che ha visto coinvolti diversi specialisti dell’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati”, ha superato tutte quelle complicanze della malattia che lo rendevano non idoneo a ricevere un nuovo organo.

Intervento d’avanguardia dell’unità Fegato ad Avellino

L’uomo, ricoveratosi nell’Unità Fegato il 9 maggio scorso, presentava un quadro clinico altamente compromesso, in quanto la presenza del nodulo tumorale era accompagnata dalla rottura  spontanea di varici gastro-esofagee che sanguinavano ripetutamente, rendendo pressoché impossibile l’esecuzione di un intervento chirurgico per la rimozione del carcinoma.

L’équipe multidisciplinare composta da professionisti dell’Unità Fegato, dell’Unità operativa di Gastroenterologia e della Radiologia Interventistica, dopo aver approfondito il caso, ha individuato l’unico percorso perseguibile per offrire al paziente una speranza di sopravvivenza.

L’intervento

Il 64enne è stato sottoposto a un primo intervento per via endoscopica, attraverso il quale si è proceduto alla legatura delle varici gastro-esofagee. In questo modo, è potuto approdare in sicurezza in sala angiografica per la cura del tumore.

Restando ancora molto elevato il rischio di una nuova rottura di varici, gli specialisti dell’Unità Fegato e della Radiologia interventistica hanno optato per un eccezionale intervento vascolare sincrono, diretto sia al tumore che alle varici: così, mentre si procedeva ad occludere con materiale embolizzante le varici per via endovascolare, avveniva l’intervento sul tumore epatico con l’infusione nelle arterie nutritizie della neoplasia di un farmaco chemioterapico e la successiva occlusione dei vasi arteriosi irroranti il tumore (tecnica nota come Chemioembolizzazione trans-arteriosa o TACE).

Le procedure eseguite hanno avuto tutte un buon esito e, avendo sia eliminato i sanguinamenti che bloccato la crescita della massa tumorale, il quadro clinico del paziente è al momento tale da farlo rientrare nella lista degli idonei a un trapianto epatico salvavita.

L’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati”, nonostante l’emergenza Covid-19, si conferma dunque centro di riferimento di eccellenza per la cura di tutte le patologie specialistiche che, come quelle epatologiche, richiedono un impiego combinato di alta professionalità e tecnologie all’avanguardia.


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