Inchiesta

Avellino dalla mia carrozzina

AVELLINO. Una città in cui mancano centri di aggregazione, in cui ormai si vive alla giornata sperando in un futuro migliore. Una città che non lascia spazio ai giovani, soprattutto ai più sfortunati. Questa è diventata Avellino. Vi raccontiamo la storia di M., un avellinese di 32 anni costretto sulla sedia a rotelle a causa di un ictus. Nei suoi occhi e in quelli di amici e parenti si legge la speranza di una pronta guarigione. Dall’episodio che lo ha colpito circa 6 mesi fa M. sta lottando contro una disabilità momentanea.

 

Quando la volontà non basta

 

Sono tanti i progressi a livello motorio del ragazzo, complice la sua grande forza di volontà: «Finalmente dopo mesi di ospedale mi è concesso uscire nel week end -. Ci racconta M – Quando torno a casa per il sabato e la domenica vengono a trovarmi tanti amici». M. di amici ne ha tanti, è una persona solare e con un’intelligenza vispa, il tipo di ragazzo che rende memorabile anche una serata ‘no’. Questo però non basta quando è la città a rendere tutto più difficile  M. ha deciso di contattarci per raccontare il disagio che ha vissuto durante una semplice passeggiata in centro città: «Ho la fortuna di avere tanti amici che mi stanno vicino – afferma soddisfatto – con loro proviamo a riprendere la quotidianità che avevamo prima dell’incidente: serate insieme, nella semplicità di una passeggiata o di un’aperitivo al bar». Qui il tono della sua voce cambia: «anche ieri abbiamo tentato di fare una passeggiata ad Avellino – afferma il ragazzo visibilmente amareggiato – ma niente è andato come speravamo».

 



 

Solo Corso Vittorio Emanuele, vestito a festa per Natale, sembra essere percorribile in carrozzina. Ma come si arriva fino a lì? Dalle strade adiacenti, arterie centrali che presentano il più alto degrado: «Impossibile camminare lungo Corso Europa o Viale Italia – afferma M. – i marciapiedi sono completamente dissestati, ci sono buchi difficili da superare e io stesso sono rimasto più volte impantanato con la mia carrozzina». Senza contare che arrivarci, al Corso, è un’impresa non da poco: le barriere architettoniche presenti nel percorso dai parcheggi al Corso sono uno schiaffo al buon senso.

 



 

«Vogliamo parlare dei bar e dei negozi del centro? Quasi nessuno di loro è dotato della rampa per l’accesso ai disabili, proprio ieri ho capito che nella mia città non mi è concesso neanche comprare regalini per Natale». M. sarcastico, ci racconta che per scegliere dei pensierini da comprare ha dovuto mandare in avanscoperta i suoi amici a scattare foto qua e là nei negozi, così da ‘vedere’ cosa acquistare.  Insomma un semplice aperitivo in città per M. e i suoi amici è diventato un’odissea. Anche questo – purtroppo –  è il Natale avellinese.

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