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Amministrative 2018 Avellino, intervista a Nadia Arace

AVELLINO. Intervista ai candidati alla carica di sindaco in occasione delle elezioni amministrative 2018: Nadia Arace risponde alle domande della redazione de L’Occhio di Avellino.

Amministrative 2018 Avellino, intervista a Nadia Arace

Perché ha deciso di scendere in campo per le elezioni amministrative?

«Noi abbiamo candidato il lavoro che il gruppo consiliare “Si può” in questi anni ha condotto in consiglio comunale ed è stato proprio per dare continuità ad un lavoro importante e ad un’opposizione severa, un’opposizione che ha esercitato sempre le sue funzioni di controllo però ha offerto altrettanto generosamente, con una serie di importanti proposte il proprio punto di vista, che abbiamo chiaramente scelto di valorizzare il lavoro di questi anni in consiglio comunale.

Da dove nascono il nome e il simbolo della lista?

«Il nome “Si può” è appunto il segno della continuità del lavoro in questi anni , “Si può” nasce in consiglio comunale dall’incontro tra  esperienze diverse di sinistra che hanno scelto di ritrovarsi intorno ad un metodo, che era quello della soluzione concreta dei problemi».

Su quali problematiche insisterà la sua amministrazione?

«Noi abbiamo messo al centro i cittadini, i loro problemi e i loro bisogni, in particolare partiamo da un’azione  amministrativa di contrasto alle povertà e alle disuguaglianze con una serie di proposte che hanno a che fare con l’ampliamento e il potenziamento dei servizi all’infanzia,  dei servizi alle famiglie, i servizi offerti dal piano di zona. Nello specifico noi abbiamo proposto micronidi nei quartieri, abbiamo proposto la progressività fiscale, cioè la riduzione sulla TARI  per le famiglie con un reddito esente al disotto di 15000 abitanti, abbiamo proposto  aiuti e sostegno alle famiglie. Quindi sicuramente il primo tema è quello sociale, che si accompagna alla grande questione della sanità rispetto alla quale in questi anni,  di fronte all’aggressione di pezzi della sanità da parte del privato crediamo che,  invece, un ente locale, il comune, debba reagire organizzando una risposta. Innanzitutto l’istitualizzazione di un lavoro di collaborazione, di coprogettazione con l’azienda sanitaria, con l’ASL, quindi con l’azienda ospedaliera, che possa avere una sua espressione anche facendosi carico dei tanti cittadini e delle tante cittadine che hanno smesso di curarsi per ragioni di reddito, con l’istituzione di un ambulatorio comunale su base volontaria.

E poi c’è il grande tema dell’ambiente rispetto al quale abbiamo una posizione molto chiara perché il nostro territorio è colpito da una vertenza ambientale di cui ci dobbiamo occupare che ha a che fare con la delocalizzazione dello STIR, la bonifica e la riconversione del sito del ex Isoschimica, il decoro del verde pubblico in città e sposa la visione della costituzione del parco urbano intercomunale del Fenestrello come grande infrastruttura ecologica in grado di collegare gli altri tre parchi dal Parco del Partenio, a quello dei Monti Picentini  e del Pizzo Alvano Vallo Lauro. Poi ancora chiaramente CULTURA con l’investimento importante su strutture che devono avere l’ambizione di parlare all’intera provincia  quindi il teatro Carlo Gesulado  che va immediatamente recuperato  alla guida pubblica e deve diventare la vetrina della  proposta teatrale  che si muove anche in provincia così come l’ex Eliseo rispetto al quale immaginiamo che la casa della cultura  cinematografica possa essere il luogo della formazione della produzione rispetto a tutto quanto il comparto dei mestieri  e delle arti collegate al cinema.

Un altro importante elemento che promoviamo è il diritto allo studio. I luoghi dove si può assicurare l’emancipazione attraverso lo studio vanno valorizzati a cominciare dalla biblioteca provinciale che  abbiamo proposto e immaginato  come piazza del sapere, quindi un luogo dove oltre alla fruizione  e alla pubblica lettura si possano organizzare eventi, si ci possa incontrare allargando la fascia oraria della disponibilità della fruizione chiaramente del luogo e alle biblioteche di quartiere e valorizzando anche le biblioteche  scolastiche».

Cosa si aspetta dai cittadini e cosa loro dovranno aspettarsi?

«Mi auguro che i cittadini diano valore al proprio voto che votino non per l’amico, non per il parente a cui affidare un voto che di relazione, ma al contrario che votino la proposta che più possa interpretare le loro ambizioni, le loro aspettative. Noi abbiamo chiesto un voto, innanzitutto per se stessi e quindi io mi aspetto che l’esercizio del voto possa essere quello di un voto maturo, consapevole, esercitato con grande libertà.

Cosa offre la lista “Si Può”? Sicuramente grande coerenza e sicuramente nessun’altra promessa che non sia a differenza di quanto e pure si sente, purtroppo, si è sentito di questa campagna elettorale, la promessa di un lavoro, la promessa di un incarico, la promessa di una consulenza che risolve, secondo noi, nemmeno la vita, il destino di una persona quando intorno non funzionano i servizi non c’è qualità della vita, ma noi promettiamo di lavorare perché avanzino in meglio i destini  di tutti».

A cura di Elizabeth Iannone

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