Curiosità

Welcome marketing: ma senza invadere…

Il marketing del benvenuto è uno strumento utile per un’azienda che voglia incontrare nuovi consumatori. Attenzione però a non esagerare: meglio puntare su personalizzazione e vantaggi, capaci di incontrare le esigenze di clienti ormai informati, consapevoli e in cerca di esperienze di acquisto/uso dei servizi vantaggiose e mirate

I messaggi pubblicitari online, anche quando individuano target specifici di utenti, – in base alle ricerche e a servizi come Google Analytics,- non sono sempre graditi e apprezzati, in particolar modo quando l’invito a comprare è invasivo, insistente, e magari interrompe oppure appesantisce la navigazione con video e immagini (è il caso dei pop-up).

La pubblicità o advertising, in senso stretto, sono state via via sostituite da forme di promozione, che includono alla presentazione di un’azienda di qualsiasi settore anche dei primi vantaggi di benvenuto per il visitatore.

Il consumatore può scegliere se aderire o meno, se lasciare i propri dati, creando un primo punto di contatto e una possibilità, per l’impresa, di salvare le informazioni emi recapiti nel proprio database dei potenziali acquirenti.

In ogni caso si saranno evitate strategie applicate di marketing poco gradite, e innescato un primo step di quello che è chiamato percorso “funnel”, ovvero un imbuto immaginario che parte dall’acquisizione di un cliente e arriva al suo mantenimento, fino anche, nel migliore dei casi, alla fidelizzazione nel tempo.

Al centro di tutto questo processo c’è sempre di più la proposta di un’attività d’acquisto mirata, esperienziale, interattiva e, in ultimo, fiduciaria, tra il brand e il consumatore.

Alcuni esempi di forme di benvenuto applicate a varie categorie merceologiche e di servizi in Rete potranno aiutare a chiarire e approfondire meglio queste dinamiche.

Prove, sconti, promozioni: tipologie di benvenuto

Il marketing di benvenuto ha svariate leve applicative su cui le aziende e i brand possono puntare, e questo dipende in primis dalla loro identità, offerta e proposta di acquisto/servizio.

Le email personalizzate promozionali

L’invio di una mail a un nuovo cliente/utente, anche potenziale, può derivare in primis da un database interno all’impresa, ad esempio se il navigante ha lasciato i propri dati, immaginiamo, all’interno di una form sui social, magari per ottenere lo sconto su un farmaco, su un cosmetico, su una nuova pizza o bevanda, su un prodotto tecnologico (un pc, uno smartphone, una lavatrice), etc. Esistono però anche servizi software gestionali come Mailchimp, nonché la possibilità di acquistare dei pacchetti di indirizzi e contatti mirati.

Il potenziale acquirente lascia spesso i propri dati – indipendentemente dalla conclusione della compravendita o dalla sottoscrizione del servizio – anche quando si collega direttamente a un sito di e-commerce, che può essere di abbigliamento, di elettronica, di arredo, come anche (rimanendo nella sfera degli esempi) un servizio di prenotazione di viaggio o alberghiera, il noleggio di un’auto, etc.

Ecco dunque che, al fine di salvaguardare i carrelli, le e-mail aziendali possono rivelarsi una tattica utile a una prima conversione, specialmente se associate a sconti ulteriori, come una maggiorazione della percentuale di risparmio (tipo 40 per cento di sconto su un profumo, anziché 30, spese di spedizione gratis con 10 euro di spesa su una fornitura di pasta, anziché 20, etc.).

Bonus: piccoli incentivi mirati

Talvolta il “benvenuto” si fonda sulla modalità del bonus, che può trovare applicazione nella formula “preordine”, quando si compra un videogioco, ad esempio, su prenotazione, assicurandosi così la ricezione del titolo in uscita insieme a gadget e omaggi esclusivi. Fa parte di questo approccio, ad esempio, anche il bonus benvenuto tipico dei concessionari legali a distanza delle scommesse e dei giochi, e che può includere una prova gratis della piattaforma – ovvero un credito gratuito senza deposito da spendere nel palinsesto – così come anche delle condizioni di deposito e prelievo vantaggiose, etcetera.

Il bonus – si immagini un “3×2” sull’ordine di un tot di libri, così come una quantità extra di shampoo a parità di prezzo – può essere quindi applicato anche alla compravendita di beni di ogni genere e, sebbene con un minimo investimento, l’azienda può in questo modo incuriosire e attrarre il possibile cliente.                               Si aggiunge che, secondo accreditate ricerche di comparto, i primi consumatori sono i più resistenti da convincere, persi tra una varietà di occasioni e offerta che ormai affollano ogni angolo del web.

Coupon e voucher: i tagliandi sconto ormai sono digitali

Un’ultima grande scoperta di questi anni sono i cosiddetti coupon contenenti codici sconto, che prendono il nome di voucher nel caso della prenotazione e pagamento anticipato di servizi, come la prenotazione di un viaggio o di una cena al ristorante, ad esempio.

I coupon consistono in dei tagliandi contenenti degli sconti speciali da scaricare e presentare nei negozi fisici convenzionati, oppure da riscattare online inserendo un piccolo codice di testo nello spazio richiesto.

Tramite i coupon, anche attraverso il tramite di siti di aggregazione multicategoria come Groupon e Codicesconto.com., si possono acquistare risparmiando online davvero tutti i tipi di prodotti, così come anche usufruire di servizi alla persona – si pensi a un massaggio oppure alla seduta da un parrucchiere – e di utilità – viaggio interno o in aereo, la cena al pub -, e così via.

Un elenco esaustivo di tutte le possibilità sarebbe davvero impossibile, ma oggi al consumatore più attento non sfugge l’occasione migliore, tenendo anche conto che, tra le altre risorse della Rete, sono sempre più in voga i portali di recensione e comparazione dei prezzi.

Il nuovo consumatore, dunque, preferisce l’autonomia di navigazione, magari unita a un benefit personalizzato e ad-hoc.

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