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[Video] L’arte della pizza trionfa nel mondo

«L’arte dei pizzaiuoli napoletani è Patrimonio Immateriale dell’Umanità! – twitta Franceschini che continua: – Un riconoscimento per Napoli e l’Italia intera mentre sta per iniziare il 2018 #annodelciboitaliano Pizza Unesco».

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, pure commenta: «La Campania è il luogo in cui l’eccellenza alimentare diventa cultura, questo è quanto dimostra il riconoscimento dell’Arte del Pizzaiuolo quale Patrimonio Immateriale dell’Unesco».

 

Unesco, l’arte dei pizzaioli napoletani è patrimonio dell’umanità

Ne dà notizia con un articolo dedicato il quotidiano online L’Occhio di Napoli che aveva seguito tutta la vicenda.
Orgoglio anche per Pino Daniele che a suo tempo dedicò una canzone meravigliosa a quello che è da sempre un baluardo della cultura napoletana, eccellenza mondiale.

Pizza patrimonio dell’umanità: la soddisfazione di Coldiretti

Un riconoscimento all’artigianalità della cultura dell’arte dei pizzaioli rispetto alla globalizzazione di un prodotto agroalimentare assolutamente anonimo: una sfida culturale vinta, che tutela il Made in Italy e che incassa una vittoria anche contro la pirateria agroalimentare che vede in campo prodotti e marche contraffatte ad imitazione delle eccellenze italiane.

 

Pino Daniele:  «Fatt’ ‘na pizza, liev’t o’ sfizio»

 

 

Citare Pino Daniele in un articolo con questo tema non è campanilismo e neanche faciloneria. Leggendo il testo si comprende quello che è un problema eterno di Napoli, della Campania, del Sud Italia.

È sempre più facile vedere riconosciuti i propri meriti perché in genere il riconoscimento è uno strumento per condividere i frutti del lavoro di alcuni. Il difficile viene quando ci sono i disagi: lì si è sempre soli. Il testo della canzone di Pino gioca sul contrasto tra il quotidiano – e, perché no, lo stereotipo della spensieratezza napoletana e della cultura partenopea “pomodoro e mozzarella” – con l’immagine che spesso si offre di una società ferita, dilaniata da alcune difficoltà strutturali ma che dalle stesse resta ancora libera, non del tutto soggiogata.

Per questo motivo è il caso di cantare insieme a Pino Daniele: «Mafia che brutta bestia e c’hai ragione: noi non vogliamo questa tradizione». Non solo criminalità organizzata, ovviamente: «dieta mediterranea e ti fa bene…
ma a che ti serve se ti fai le pere?».

Diventa, questo grido di esultanza di tutti, anche l’occasione per l’ennesimo «S.o.s. alla Nazione: noi non vogliamo questa tradizione». Ancora una volta Napoli dimostra di aver dato prova di sè, del suo valore inestimabile non solo per l’Italia ma per il mondo intero: bisogna però che ci si aiuti affinché «questo mondo non diventi un grande cesso».

 

 

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