Politica

Vele informative, “Avellino città ideale” prende le distanze dalla politica di Ciampi

AVELLINO. «È il 9 Agosto quando il Sindaco Ciampi indica sulla sua pagina Facebook le responsabilità di chi ha detto NO al Ferragosto Avellinese, puntando il dito contro Nello Pizza, Nicola Giordano, Modestino Verrengia, Lino Pericolo, Alberto Bilotta, Nadia Arace, Costantino Preziosi e Stefano La Verde. Due giorni dopo arrivano le scuse a mezzo stampa in cui il Sindaco giustifica il post come uno sfogo, dovuto all’amarezza e fa un passo indietro dicendosi conscio di aver adottato un’espressione infelice. Nonostante ciò il parlamentare e sottosegretario Carlo Sibilia continua a sostenere quella linea scrivendo sui social: “Il nostro unico obiettivo è fare il bene della città e toglierla dalle mani di papponi politici mangiatori seriali di babà alle nostre spalle”.

Oggi compare sui social la foto di un 6×3 autentica ( non un fotomontaggio) che realizza sostanzialmente quella promessa di far girare i volti degli otto consiglieri per la città a scopo punitivo, per aver esercitato democraticamente il loro diritto d’opposizione e avendo spiegato nel merito le ragioni tecniche e politiche della loro obiezione». Così in nota nota “Avellino città ideale”.

Avellino città ideale condanna il modo di fare politica del sindaco

«Avellino città ideale prende le distanze e condanna pubblicamente questo modo di concepire e far politica, segnalando un linguaggio che istiga all’accanimento verbale e dei modi che impoveriscono ulteriormente il livello culturale e spaccano la nostra comunità in maniera inappropriata e pericolosa. Se il Movimento 5 Stelle ha elementi che certifichino come disonesti gli ex amministratori si rivolga alle autorità competenti e la smetta di fare propaganda diffamatoria sulla pelle delle persone che vivono questa città, compresi gli elettori che non hanno sostenuto “il cambiamento”. Non è possibile tacere e lasciar passare quotidianamente messaggi in cui si contrappongono valori come onestà e disonestà a seconda del sostegno pervenuto o mancato, dove ogni opposizione diventa rosicare e chi si oppone viene consegnato alla gogna mediatica o esposte a pubblico ludibrio.

Chiediamo le dimissioni di chi proprio oggi sempre a mezzo social, invece che negli spazi deputati, dava lezioni di cultura politica, dimostrando ancora una volta, di fronte a fatti, di non averne.

La differenza tra chi pensa di fare il bene comune in questi termini e chi fa politica, passando oggi per un pappone, è evidente anche in situazioni del genere. Questa non è civiltà, questa non politica, questa non è onestà».

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