Cronaca

Tangenti per superare i concorsi pubblici nelle forze dell’ordine: due avellinesi indagati

Tangenti per superare i concorsi pubblici nelle forze dell’ordine: ci sono anche due avellinesi tra gli indagati nell’inchiesta della procura di Benevento sugli episodi di corruzione. Indagine a carico anche di due giovani di Torre Le Nocelle e Caposele che sarebbero stati parte attiva in alcuni episodi.

Tangenti per concorsi pubblici: due avellinesi tra gli indagati

La Guardia di Finanza di Benevento, Avellino, Napoli, Caserta a e Salerno hanno dato esecuzione a otto ordinanze applicative di misure cautelari personali – di cui tre di custodia cautelare in carcere, due agli arresti domiciliari, due sospensioni da pubblici uffici o servizi e un obbligo di dimora- emesse dal giudice per le indagini preliminari di Benevento, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di vari soggetti, quasi tutti pubblici ufficiali, che hanno percepito da candidati di concorsi pubblici e loro genitori – oppure da aspiranti candidati di concorsi pubblici non ancora pubblicati- ingenti somme di denaro per determinarne gli esiti.

Sui concorsi per 250 posti di vigili del fuoco e 1.815 allievi di polizia di Stato riuscivano ad avere, secondo l’accusa, informazioni sulle convocazioni e gli esiti. L’obbiettivo ovviamente era far accedere i concorrenti che avevano eseguito i pagamenti nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nella Polizia di Stato, nell’Arma dei Carabinieri e nella Guardia di Finanza: tra i soggetti destinatari delle misure vi è un Vice Prefetto con funzione apicale in servizio presso il Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, tre funzionari – uno in pensione e due attualmente in servizio – del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Benevento e Venezia, un militare dell’Arma dei Carabinieri, un militare della Guardia di Finanza ed un agente della Polizia di Stato, nei confronti dei quali sono stati individuati gravi indizi di colpevolezza.

Le accuse

Pesanti le accuse: associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio. Sono contestati cinquanta episodi corruttivi.

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