Inchiesta

Suicidi all’Unisa, violenza di genere: fallisce il sistema

Il terzo suicidio nel campus di Fisciano in quest’anno. Tralasciando i motivi, vari e diversi, che hanno spinto le vittime a una simile scelta, è chiaro che ci sia un problema di fondo. Si tratta del fallimento del sistema educativo: giovani che non avrebbero trovato un sostegno forse su cui appoggiarsi. Un sistema che si dimostra claudicante anche nell’approccio alla piaga della violenza di genere.

Persone a cui è stato negato il futuro: quando a quest’età (l’ultimo suicida è appena ventunenne) ci si determina per una scelta estrema di questo tipo qualsiasi spiegazione è superflua e semplicistica. Tuttavia è importante che si faccia caso al fatto che una simile scelta attesta il totale scollamento con la realtà: il senso di solitudine e, soprattutto, nessun motivo per provare a “farcela”.

 

Violenza di genere

 

Nel caso specifico, poi, qualcuno ha avanzato il sospetto che Ayoub pare fosse violento con la sua partner anche se chi lo conosce bene lo descrive come un ragazzo sensibile e a modo. Ancora una volta, nell’ennesimo caso tragico di violenza di genere, si dimostra come sia importante investire nella formazione di uomini completi e, quindi, nell’accompagnamento dei ragazzi.

È pretenziosa quell’atteggiamento tutto politico di spostare l’attenzione sulla vittima senza considerare che l’uomo violento, in quanto uomo, deve essere accompagnato in un percorso di educazione. Un atteggiamento che, per fortuna, pare essere arginato da una rinnovata coscienza che porta l’educazione affettiva in tutti i cicli di studio.

 

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Aggiornamento del 9 dicembre:

 

 

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