Cronaca

Strage viadotto Acqualonga, licenziato un dirigente di Autostrade

Strage viadotto Acqualonga, dopo la condanna a 5 anni e 6 mesi Autostrade ha licenziato il dirigente Paolo Berti. L’uomo avrebbe reso false dichiarazioni nell’ambito dell’inchiesta sull’incidente del 28 luglio 2013.

Strage di Acqualonga, licenziato il dirigente di Autostrade Paolo Berti

Ad inchiodare Berti una coversazione intercettata con Michele Donferri Mitelli, ex responsabile nazionale manutenzione di Aspi. In questa telefonata l’uomo si rammarica di non aver detto la verità, mandando in galera anche altre persone, mentre il suo interlocutore loda la sua lungimiranza, affermando che grazie alla sua omissione avrebbe potuto “stringere un accordo con il capo”.

La sentenza

La sentenza per la strage di Acqualonga ha condannato alcuni dei responsabili per l’incidente costato la vita a 40 persone il 28 luglio del 2013.

Le condanne

12 anni di reclusione per Gennaro Lametta, il proprietario del bus. Il giudice ha accolto le richiesta di condanna per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e falso in merito alla documentazione per la revisione del bus.

Otto anni di reclusione sono stati inflitti alla funzionaria della Motorizzazione civile di Napoli, Antonietta Ceriola.

Assolto l’altro funzionario della Motorizzazione coinvolto, Vittorio Saulino.

L’ira dei familiari

A scatenare la rabbia dei familiari delle vittime è stata, invece, l’assoluzione dei dirigenti di Autostrade.

Insieme all’ad Giovanni Castellucci, sono stati assolti Riccardo Mollo, Giulio Massimo Fornaci, Antonio Sorrentino, Michele Maietta e Marco Perna.

Sono stati condannati a 5 anni, invece, l’ex direttore di tronco Michele Renzi, Paolo Berti, Bruno Gerardi, Gianni Marrone. Per loro l’accusa era di disastro colposo e omissione in atti d’ufficio

Sei anni di reclusione per Nicola Spadavecchia e Gianluca De Franceschi.

 

 

 

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