Cronaca

Strage bus: acquisita nuova perizia, Autostrade si difende

MONTEFORTE IRPINO. Strage bus. Emergono nuovi particolari relativi al tragico incidente che, cinque anni fa, è costato la vita a 40 persone.

Strage bus: la nuova perizia

Ieri il giudice Luigi Buono del tribunale di Avellino ha accolto la richiesta del procuratore capo di Avellino, Rosario Cantelmo, e del sostituto Cecilia Annecchini, acquisendo un documento redatto in un procedimento civile annesso all’incidente.

Il procuratore capo aveva spiegato in aula l’utilità, ai fini processuali, della perizia bis che confermerebbe le tesi della pubblica accusa sullo stato delle barriere del viadotto Acqualonga.

Strage bus: Autostrade si difende

Secondo i periti di Autostrade l’autobus sarebbe volato già dal viadotto Acqualonga sia per la velocità acquisita durante la corsa, sia per l’impatto con i new jersey. I consulenti di Autostrade hanno insomma ribadito la qualità delle barriere presenti sul viadotto Acqualonga.

«Nell’inversione di movimento, nel cambio del tratto in salita a quello in discesa – hanno precisato i consulenti – si è tranciato anche l’ultimo bullone che reggeva il giunto cardanico, compromettendo il sistema frenante, che si è surriscaldato e dunque il conducente pur frenando, quando ha notato la presenza della coda dinanzi a sé, non aveva più il controllo del mezzo».

Ancora una volta è stato ribadito il malfunzionamento della valvola a 4 vie, come dimostrato dagli accertamenti in officina effettuati successivamente.

La prossima udienza

La prossima udienza è fissata per il 6 aprile.

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