Allarme smog, Avellino tra le città più inquinate in Campania

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Polveri sottili: secondo i dati dell’Arpac elaborati da Legambiente e aggiornati al 26 dicembre, Avellino è tra le 14 città campane ritenute fuori legge per la qualità dell'aria

AVELLINO. Secondo i dati dell’Arpac elaborati da Legambiente e aggiornati al 26 dicembre, Avellino è tra le 14 città campane ritenute fuori legge per la qualità dell’aria. Contaminata dall’emergenza smog della città capoluogo, anche tutta la provincia. Stando ai dati Arpac, Avellino supera la soglia limite per le polveri sottili PM10 di 35 sforamenti all’anno, presentando una concentrazione superiore ai 50 microgrammi per metrocubo.

 

 

Le città campane fuori legge

 

 

Al primo posto tra le città fuori legge per la qualità dell’aria,  con un record di sforamenti, Pomigliano D’Arco dove i giorni di superamento sono stati ben 112. A San Vitaliano, nel nolano,  i giorni di superamento sono stati 104. A chiudere il podio Volla con 81 giorni di sforamento.   Le altre città campane fuorilegge sono Acerra (Na) con 60 giorni, Nocera Inferiore (Sa) con 59 giorni, Casoria con 58 giorni, Sparanise (Ce) con 47 giorni, Aversa (Ce) e Maddaloni (Ce) con 40 giorni, Pignataro (Ce) con 41 giorni, S. Felice a Cancello (Ce) con 38 giorni.  A superare nel 2017 la soglia di polveri sottili consentita dalla legge per le città capoluogo di provincia, ritroviamo al primo posto  Caserta con 51 giorni di sforamento, poi Avellino con 47 e Napoli con 41.

 

 

Le riflessioni di Legambiente Campania

 

 

“Quest’anno il picco di polveri sottili nell’aria non ha aspettato il rigido inverno – commenta Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania – anzi è arrivato con anticipo, prima in primavera e poi in autunno, complici i cambiamenti climatici e poi la mancanza di interventi strutturali da parte di regioni e sindaci per arginare il problema. Per liberare le città dalla cappa dello smog è fondamentale il ruolo della Regione nel predisporre piani, misure e nuovi fondi da destinare a progetti innovativi, a partire dal settore della mobilità, se davvero si vogliono rilanciare i centri urbani oggi in forte sofferenza. Accanto alla politica regionale, le amministrazioni comunali devono avere più coraggio, essere meno timorosi nell’applicare nuove concrete ed efficaci politiche di mobilità sostenibile. Prioritario  investire su uno svecchiamento del parco autobus puntando su un trasporto pubblico locale moderno, treni per pendolari e mobilità alternativa e puntare nella riqualificazione energetica degli edifici, garantendo così una riduzione nelle emissioni dagli impianti di riscaldamento domestici”.

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