Cronaca

Serino: inquilini morosi, a giudizio per stalking la titolare dei locali

Secondo la ricostruzione, la donna ha tenuto nel tempo un atteggiamento violento minaccioso ed aggressivo nei confronti degli inquilini

Tentata estorsione, violazione di domicilio, lesioni, diffamazioni e stalking. Sono queste le accuse con le quali è stata rinviata a giudizio Donatina Manzo, proprietaria dei locali in cui due imputati del processo clan Partenio gestivano le loro attività. La donna è sta rinviata a giudizio e sarà difesa dagli avvocati Carmine Freda e Antonio Maffettone.

Aggressioni e stalking nei confronti degli inquilini, a giudizio la proprietaria

Come riporta Il Mattino, processo inizierà il prossimo 11 gennaio davanti al giudice monocratico del tribunale di Avellino, Gennaro Lezzi. Secondo la ricostruzione, la donna ha tenuto nel tempo un atteggiamento violento minaccioso ed aggressivo nei confronti dell’avvocato Antonio Barone e Gianluca Formisano difesi dagli avvocati Nicola D’Archi e Carlo Taormina. Condotte violente poste in essere anche indirettamente tramite Annarita Formisano (sorella di Gianluca Formisano) e il sindaco Vito Pelosi rappresentato in aula dall’avvocato Raffele Tecce.

Condotte innescate dalla pretesa di recuperare i canoni di locazione dei locali di proprietà del marito e dati in fitto alla società Arca di Noè di cui Formisano era socio e Barone consulente legale. Locali adibiti da Formisano e Barone nel Centro di Accoglienza per migranti.

Le aggressioni

La donna, nel 2019, per rivendicare il mancato pagamento dei canoni di locazione iniziò a proferire nei confronti di Formisano e Barone le frasi minacciose: “muori per mano mia, io te lo avevo promesso e ora ti ammazzo“. Successivamente armata di un bastone di legno iniziò a colpire l’avvocato Barone, provocandogli ferite giudicate guaribili in 6 giorni e a danneggiare la sua autovettura. Aggressione reiterata anche nei confronti della sorella di Formisano.  L’imputata, incontrando per strada Annarita Formisano l’aggredì con calci e pugni al volto tanto da dover richiedere l’intervento del 118 e delle forze dell’ordine, provocandole una contusione cranica e del massiccio facciale.

Le minacce al sindaco Pelosi

Minacce rivolte alle stesse persone, anche tramite il sindaco di Serino Vito Pelosi, al quale inviò diversi messaggi vocali nei quali lo accusava di non aver assunto, in qualità di primo cittadino, provvedimenti nei confronti di Antonio Barone e Gianluca Formisano definiti da lei camorristi.

Fonte: Il Mattino

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