Cultura ed eventi

Rei81, percorsi riabilitativi per pazienti autori di reati

AVELLINO. Si terrà giovedì  21 giugno 2018 alle 10 presso l’ex Carcere Borbonico di Avellino l’inaugurazione della mostra fotografica “Rei81”, nata da un progetto realizzato dal fotografo irpino Annibale Sepe che, con passione per il proprio lavoro e una sensibilità umana fuori dal comune, ha insegnato ad usare la macchina fotografica agli ospiti della R.E.M.S. (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) di San Nicola Baronia.

Rei81, percorsi riabilitativi per pazienti autori di reati

In occasione dell’inaugurazione si terrà un focus sulla legge 81 del 2014 che ha istituito nuovi percorsi riabilitativi per i pazienti autori di reato, chiudendo gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e sostituendoli con Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (R.E.M.S.) che, tra mille difficoltà normative e e gestionali, stanno portando avanti una sfida storica nel tentativo di restituire dignità e diritto alla salute a chi veniva fino ad oggi soltanto “escluso”.

Dopo il saluto delle autorità, interverranno: Gilberto di Petta, psichiatra; Giuseppe Nese, Coordinatore superamento OPG e Rete sanità penitenziaria Campania; Giovanna Spinelli, Magistrato di Sorveglianza Tribunale di Avellino; Amerigo Russo, Direttore R.E.M.S. di San Nicola Baronia.

La mostra

Dal dicembre 2015 nel comune di San Nicola Baronia è stata attivata una R.E.M.S., la prima in Campania e tra le prime in Italia, che ha consentito con la sua apertura la chiusura dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa e di quello di Secondigliano.

“La mostra ha l’obiettivo di raccontare la nuova vita – spiega Amerigo Russo, direttore della R.E.M.S. di San Nicola Baronia – fatta di relazioni all’interno della struttura e con la comunità di San Nicola Baronia che li ha gradualmente accolti, restituendo loro una speranza di vita. L’esperienza più vera non può essere raccontata se non da chi la vive e la fotografia è la modalità più appropriata nel trasmettere emozioni e vissuti che non troverebbero pienezza attraverso le parole”.

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