Racconti dalla verde Irpinia, tappa a Montella

Montella

Un viaggio tra i comuni della verde Irpinia, tra storia, cultura, gastronomia e racconti antichi. Questa settimana a Montella

Racconti dalla verde Irpinia, un viaggio tra i comuni della provincia di Avellino, tra storia, cultura, gastronomia e racconti antichi. Questa settimana tappa a Montella.

Racconti dalla verde Irpinia, il nostro viaggio prosegue e questa settimana fa tappa a Montella

Il Paese: Montella

Superficie territorio: Kmq 83,32

Nome abitanti: Montellesi

Fiere e feste:Maria SS delle Grazie (1,2 luglio); SS Salvatore (6 agosto, 4 settembre).

L’età romana è testimoniata nel territorio montellese dalla presenza  di alcuni stanziamenti rustici e di sepolcri  nelle varie contrade del Borgo.  Si sono recuperati tesoretti, iscrizioni di età imperiale, edicole funerarie, resti di colonne ed altri materiali architettonici  ancora visibili nelle campagne vicine. La prima notizia è riportata in un documento longobardo di Arechi II del 762, dove il luogo è menzionato come corte nostra Montella. Al 1101 si riferisce un atto notarile nel quale si fa cenno all’allora signore del borgo fortificato tal Orso figlio di Giselberto di Montella, che dona al milite Giovanni alcune sue proprietà-  Con la venuta del regno dei nuovi dominatori normanni il paese venne concesso alla famiglia de Tivilla, che ne conservò la signoria  attraverso i nobili  Radulfo (1139), Simone (1140), Eude (1158),  Guglielmo (1161) e Fulvio de Tivilla (1139), a cui il feudo venne confiscato da Guglielmo il Malo e donato nel 1167 al conte di Acerra,  Ruggiero de  Medania. Passato nel 1171 al conte Riccardo de Aquino fu a questo tolto nel 1197 dal capitano tedesco Diopoldo de Schweisspeunt ed incamerato nel 1210 dal demanio imperiale svevo di Ottone de Brunswich. Nel 1220 lo ottene il valoroso Tommaso I d’Aquino, amico personale di Federico II di Svevia e cugino dell’omonimo santo. Questa casata tenne Montella ancora con Tommaso II (1251) e Adenolfo d’Aquino (1273), al quale accusato di tradimento dal conte di Francia, Roberto d’Artois, vennero confiscati nel maggio 1286 tutti i beni feudali, assegnati poi a Guglielmo de Mareches e Baldoino de Cordohans. Nel 1295 il feudo e il castello vennero acquisiti dal Gran Protonotario del Regno Bartolomeo de Capua, che l’anno successivo cedette a sua volta al principe di Taranto Filippo I d’Angiò, conte di Acerra e imperatore nominale di Costantinopoli. Alla sua morte avvenuta nel dicembre 1331 il paese passò alla moglie Caterina de Valois, principessa di Taranto da cui l’ebbero successivamente i discendenti  Roberto (1347), Filippo II (1364) e Margherita d’Angiò (1373), moglie di Francesco del Balzo, duca di Andria. Incamerato dalla Corte Regia il feudo fu venduto nel 1386 a Carlo I Ruffo, Gran giustiziere del Regno. Dalla Regina  Giovanna II d’Angiò, venne assegnato nel giungo del 1418 a Giacomo Antonio I della Marra, al quale subentrarono Francesco Sforza, conte di Ariano e di Apice (1423) e Covella Ruffo (1441). Con la conquista del Regno di Napoli da parte di Alfonso d’Aragona, Montella nel 1445 passò al cavaliere spagnolo Garsia Cavaniglia, conte di Troia. Alla famiglia Canavaglia, rimase poi in possesso fino al 1597 con Diego (1453), Troiano I (1482), Diego II (1528), Troiano II (1547), Garsia II (1550) e Troiano III Cavaniglia (1592). Acquistato dal marchese Giovanni Antonio Carbone il borgo apparteneva nel 1600 a Cesare Palatucci che lo alienò nel 1613 per circa cinquantamila ducati ad Alessandro Grimandli, seguito nel 1635 dal figlio Antonio.  Ricevette l’intestazione del feudo del cedolario regio del 1682 il genovese  Domenico Ignazio Sauli, primo marchese di Montella. Nel 1716 per circa sessantamila ducati il paese venne acquistato da Giovanni Carlo Doria, principe di Angri, ultima famiglia che lo governò prima della fine della feudalità.

 

(spunti storici dal libro di Giampiero Galasso – I Comuni dell’Irpinia 1989)

 

 

 

Da visitare

Collegiata di Santa Maria del Piano

Costruita nella seconda metà del XVI secolo e ristrutturata nel XVII – XVIII. La facciata possiede un artistico portale con battenti in legno intagliato del 1585 e lesene decorate laterali. All’interno vi sono una statua di San Rocco, una tela del 1742 rappresentante la Madonna di Loreto ed una statua in argento del 1780 di P. D’Agostino, raffigurante Gesù adolescente. Sul fianco destro della facciata è l’alta torre campanaria, mentre nella adiacente confraternita del SS Sacramento è un dipinto del 1701 di Andrea d’Asti con figura centrale dell’Immacolata.

 

Chiesa di San Benedetto

Costruita nel 1772, ha un portale in pietra decorativo con motivi in stile barocco. All’interno si custodiscono una tela settecentesca di scuola napoletana che raffigura S. Francesco d’Assisi ed altri pregevoli dipinti nel soffitto.

 

Chiesa Santa Maria della Libera

Risale agli inizi del XVII secolo. La facciata in stile barocco presenta finestroni quadrilobati, decorazioni geometriche e lesene decorative. All’interno si conservano un dipinto del 500 con la Madonna della Libera, due tele del 1684 di Francesco Altobello, raffiguranti rispettivamente l’Assunta e San Rocco.

 

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Edificata forse nel corso del XVI secolo, mostra nella facciata un portale in pietra seicentesco con stemma nobiliare dei Cavaniglia sulla chiave di volta. All’interno è custodita  una preziosa tela del 1754 di Giovan Battista Prudente, che raffigura San Silvestro.

 

Centro Antico

Nel vecchio nucleo abitativo possono ammirarsi portali del XVII e XIX secolo, piccole chiesette e cappelle rinascimentali, i palazzi Bruni, Boccuti, Pascale, Capone e  Abiosi e la splendida villa De Marco, circondata da uno splendido giardino.

 

Castello Medioevale

A Circa 800 metri sul livello del mare, sono attualmente conservati una robusta torre cilindrica con finestroni ad arco, il circuito murario difensivo con cortile centrale, una torre semicircolare, il cammino di ronda, resti di un acquedotto, due grandi cisterne di età normanna ed altre strutture murarie di epoca posteriore.

 

Prodotto tipico locale

Senza alcun dubbio uno dei tipici prodotti della zona e La Castagna, famosa non solo nella terra natia, ma in tutto il Paese. Essa è tonda e piena e  rappresenta l’eccellenza irpina, conosciuta e apprezzata per le sue innate caratteristiche culinarie e per la più famosa sagra irpina ad essa dedicata che si tiene proprio nel territorio montellese ovviamente nel periodo autunnale.  E’ stata la prima D.O.C (ora I.G.P), applicata ad un prodotto vegetale

Piatto tipico

CALZONCELLI DI CASTAGNE

Ingredienti per la sfoglia:

– 1kg di farina 00

– 5 cucchiai di zucchero

– la scorza grattugiata di un limone

– 4 uova

– 1 bicchiere di olio d’oliva

– 1 bicchiere di vino bianco

  • 1 pizzico di sale

 

 

Ingredienti per il ripieno:

– 500 gr di castagne lessate e setacciate

– 200 gr di zucchero

– 300 gr di cioccolata fondente

– 40 gr di cacao amaro

– un bicchierino di rum

 

Preparazione:

Fondere il cioccolato ed unire lo zucchero, il rum, il cacao e le castagne. Lavorare la farina e tutti gli altri ingredienti della sfoglia fino ad ottenere un impasto molto omogeneo. Stendere una sfoglia molto sottile e con uno stampino o con un bicchiere creare dei dischi. Poggiare su ognuno un cucchiaio di ripieno e coprire con un altro disco, segnando i bordi con i denti di una forchetta. Preparare un tegame con l’olio, quando l’olio è bollente è pronto, friggere i calzoncelli e riporli su carta assorbente. Per rendere più appetitosi i calzoncelli ricoprirli con un sottile strato di miele o di zucchero a velo.

 

Rubrica a cura di Elizabeth Iannone

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