Cronaca

Processo Aste Ok, presunta vittima del clan smentisce la versione fornita: “Costretta a confermare le parole di mio padre”

"Non ho mai presentato alcun assegno per partecipare all'asta, non avevo più il conto corrente", la dichiarazione nel corso dell'udienza durata oltre 10 ore

Al processo Aste Ok la presunta vittima del clan, Lettieri, smentisce le versioni fornite in fase di indagine. In aula, secondo quanto riportato dal Mattino, l’uomo ha dichiarato: “Non ho mai presentato alcun assegno per partecipare all’asta, non avevo più il conto corrente”.

Processo Aste Ok, vittima smentisce la versione fornita nelle indagini

Lettieri smentisce quanto dichiarato durante le indagini. Nel corso dell’udienza durata circa 10 ore, l’uomo avrebbe dichiarato: “Non ho mai presentato alcun assegno per partecipare all’asta in quanto non avevo più il conto corrente” smentendo, dunque, quando dichiarato in precedenza: “Mai presentato alcun assegno per timore di ritorsioni e minacce”.

“Costretta a confermare le parole di mio padre”, la testimonianza

Sempre nel corso dell’udienza, è stata ascoltata la testimone De Nardo che ha dichiarato: “Costretta da parte dei carabinieri a confermare le parole di mio padre in merito ad un’asta”. Secondo la giovane i militari avrebbero indotto la testimone a confermare quanto dichiarato dal padre.

Circostanza che verrà chiarita il 30 settembre, nel corso della prossima udienza, quando verrà ascoltato in aula il padre. A processo sono finiti Livia e Modestino Forte, Armando Aprile, Pasquale e Nicola Galdieri, Beniamino Pagano, Damiano Genovese, Carlo Dello Russo (tutti detenuti in carcere), Antonio Barone, Gianluca Formisano, Emanuele Barbati (sottoposto all’obbligo di dimora), Antonio Ciccone, Manlio Di Benedetto, Antonio Flammia, Maria Luigia Gasparro, Raffaele Giaccio, Mario Gisolfi, Ermelinda Becchimanzi, Mario Guerra e Giuseppe Di Costanzo.

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