Politica

Potere al Popolo Irpinia incassa l’appoggio del coordinamento No Triv

POLITICA. «Abbiamo seguito sin dall’inizio la formazione della lista per le prossime elezioni politiche nazionali del 4 Marzo 2018 di Potere al Popolo Irpinia, partecipando ai primi incontri nazionali come all’assemblea territoriale irpina lo scorso 15 dicembre, insieme a partiti, associazioni, espressioni di lotte sociali ed ambientali di tutta la provincia». Così in una nota il coordinamento irpino No Triv.

 

Potere al Popolo Irpinia: il sostegno di No Triv

 

«Sosteniamo con impegno e determinazione il programma stilato nelle 120 assemblee che Potere al Popolo ha avuto su tutto il territorio nazionale, a partire dalle lotte e dalle istanze sociali, dove il rifiuto delle grandi opere inutili ed impattanti che lo Sblocca Italia di Renzi intendeva imporre ai territori, è un elemento centrale. Non solo le trivellazioni petrolifere e la Strategia Energetica Nazionale centrata sui combustibili fossili, ma anche progetti come il Tav, il Tap, gli inceneritori, devo essere superati attraverso una pianificazione democratica basata sulla salvaguardia dell’ambiente e non sulla logica del profitto».

 

Investimenti al Sud Italia

 

«Potere al Popolo sostiene investimenti al Sud Italia mirati a creare lavoro, pulito e libero dagli speculatori che hanno distrutto le aree interne, come la vicina Basilicata, sfortunatamente esempio della povertà, della disoccupazione, del crollo demografico che le trivellazioni hanno contribuito a creare. La scelta di non supportare le coalizioni di centro-destra e centro-sinistra scaturisce dalla storia manifesta e dalle scelte del governo uscente. Il Pd nella sua espressione nazionale e territoriale è stato il principale animatore del tentativo di colonizzazione petrolifera dell’Irpinia, dei mari e delle montagne di tutto il Mezzogiorno d’Italia, di fatto destinando i nostri territori all’inquinamento e alla desertificazione».

«Il M5S non ha mai saputo esprimere i bisogni di una nuova politica energetica per il paese, manifestando l’inaffidabilità dei suoi rappresentanti istituzionali riguardo le rivendicazioni del Coordinamento, quali l’equa redistribuzione della produzione energetica nazionale, l’abbandono dei combustibili fossili, la salvaguardia dell’ambiente dall’inquinamento globale».

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