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Parità di genere e Recovery Fund: Avellino il primo Capoluogo ad approvare l’ordine del giorno in Consiglio

L’ordine del giorno presentato dal movimento Giusto Mezzo

Parità di genere e Recovery Fund: Avellino, il Consiglio comunale approva all’unanimità l’ordine del giorno presentato dal movimento Giusto Mezzo. È il primo Capoluogo di Provincia in Italia.

Parità di genere e Recovery Fund: Avellino primo Capoluogo ad approvare l’ordine del giorno in Consiglio

Dall’impulso della rete nazionale “Giusto Mezzo”, che sta sensibilizzando gli amministratori a far sentire la propria voce sulla gestione dei fondi Next Generation EU, arriva la richiesta di porre le questioni di genere anche al centro delle politiche locali.

L’iniziativa

L’8 marzo – con l’iniziativa “l’8 in Comune” – il Giusto Mezzo aveva inviato a tutti i Comuni d’Italia la richiesta di adottare in Consiglio un ordine del giorno che pretenda: l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund per la riduzione del divario di genere; azioni che favoriscano la formazione e il lavoro femminile e il contrasto al gender pay-gap; l’assunzione del bilancio di genere; azioni di contrasto alla povertà.

Avellino è il primo capoluogo d’Italia ad approvare, all’unanimità, il documento in Consiglio comunale grazie alla sensibilità del capogruppo di APP Francesco Iandolo, che sta partecipando alle iniziative messe in campo dal network Giusto Mezzo, rappresentato in Campania da Ginevra Del Vecchio.

“Il Giusto Mezzo – dichiara Del Vecchio nasce in risposta all’impatto che la pandemia ha avuto sulla vita delle donne. Da ottobre scorso abbiamo raccolto quasi 60.000 firme per chiedere al Governo l’investimento del 50% dei fondi del Next Generation EU in politiche strutturali a favore dell’occupazione femminile. Abbiamo sentito il bisogno di avviare un dialogo anche con le Amministrazioni Locali per il loro ruolo centrale nell’attuazione di politiche attive volte alla parità di genere e più prossime ai cittadini, nonché impegnate in prima linea nel mettere in campo quelle politiche di welfare che possano “liberare” le donne.

Siamo convinte che servano una visione più ampia e maggiori investimenti a partire dal Recovery Plan nazionale fino ad arrivare al locale, affinché la parità di genere non sia mero principio astratto ma cambiamento reale e visibile non solo per le donne ma per l’intera società. Aspettiamo adesso che altri comuni seguano l’esempio del capoluogo irpino”.

Il Movimento “Il Giusto Mezzo”

Il Giusto Mezzo (www.ilgiustomezzo.it) è un movimento spontaneo della società civile per la parità tra donne e uomini in Italia. Nasce sulla scorta dell’appello europeo Half of It che chiede che metà delle risorse del Recovery Fund siano spese per superare il divario di genere in Europa. I firmatari e le firmatarie dell’appello chiedono un cambio di paradigma con una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero interventi strategici e strutturali in 3 ambiti chiave per il futuro: l’allargamento dell’offerta sulla cura della prima infanzia e sulla cura famigliare in generale, il rilancio dell’occupazione femminile e la riduzione del cosiddetto gender paygap, cioè la disparità salariale tra uomini e donne.

Attraverso questo appello, che ha raggiunto quasi 60mila firme, ribadiscono che il loro interesse non è la questione femminile ma l’efficienza del sistema, degli investimenti che farà il nostro Paese, sia con le risorse straordinarie europee e del Recovery Fund, sia con quelle ordinarie, e il loro reale impatto sulle generazioni future.

Promotrici de Il Giusto Mezzo sono Alessia Centioni, Alexandra Geese, Chiara Gribaudo, Francesca Fiore, Costanza Hermanin, Sarah Malnerich, Valentina Parenti, Pina Picierno, Daniela Poggio, Lia Quartapelle, Azzurra Rinaldi, Mila Spicola, Cristina Tagliabue. Le prime associazioni promotrici de IL GIUSTO MEZZO sono DateciVoce, GammaDonna, Mammadimerda, Prime Donne, European Women Alliance e Noi Rete Donne.

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