Cronaca

Omicidio Gioia, rinviata seconda perizia: il psichiatra è ammalato

Rinviata la seconda perizia per i due fidanzati accusati dell’omicidio di Aldo Gioia: il psichiatra è ammalato. Lo riporta nell’edizione odierna il Mattino. La prima seduta di esame è stata eseguita nella giornata del 31 ottobre. Il perito della Corte sta esaminando Elena Gioia e Giovanni Limata in carcere, alla presenza dei consulenti del Pm e delle famiglie.

Omicidio Gioia, rinviata perizia per psichiatra ammalato

La seconda seduta in carcere per i due fidanzati killer, Elena Gioia e Giovanni Limata, non si farà perché il psichiatra è ammalato. Il colloquio è stato rinviato al 21 novembre. L’incontro sarà necessario al fine di stabilire se i due imputati erano capaci di intendere e di volere al momento del delitto.

Omicidio Gioia, primo giorno di perizia psichiatrica per i fidanzati

Il perito della Corte sta esaminando Elena Gioia e Giovanni Limata in carcere, alla presenza dei consulenti del Pm e delle famiglie. L’udienza, quindi, sarà fissata per il 25 gennaio.

La perizia permetterà di capire se i due al momento del delitto erano capaci di intendere e volere, poiché in un momento centrale di questa vicenda drammatica si è parlato di «follia a due».

La dichiarazione

Secondo la difesa: “Nella perizia disposta, al di là delle risultanze materiali, nel senso di chi ha fatto cosa, dato che su questo non c’è dubbio, ci si chiede se questo sia avvenuto perché questo sia avvenuto e cosa abbia influito sulla costruzione di quella che è la volontà del dolo”.

Basteranno alcuni mesi, dunque, per poter capire se alla base c’era “la consapevolezza degli imputati su ciò che stavano compiendo, oppure se ci sia stato un disturbo di natura psichiatrica o psicologica che abbia influito sulla loro capacità di intendere o di volere”.

Il primo esame

Un dolore chiaro ed evidente per Giovanni, mentre Elena mostra una certa propensione a parlare. Dal primo esame, eseguito nella giornata del 31 ottobre, vengono fuori i due caratteri diversi dei fidanzati killer. Si è svolto tutto in una saletta con pareti bianche, un tavolino al centro e poche sedie di ferro. Al centro dell’attenzione ancora il delitto commesso. E la domanda che aleggia resta la stessa: “Perché l’avete fatto?”.

Lui quasi scontroso, con quelle gravi difficoltà di relazione, venute fuori nel corso delle udienze; lei forse rinfrancata dal diploma di maturità in scienze dell’educazione e scienze sociali, conquistato questa estate, sembra più avvezza a raccontarsi. Con una visione anche al futuro, avrebbe confidato ai suoi che potrebbe iscriversi all’università.

Elena si è presentata alle 11,40. Circa un’ora dopo Giovanni. Alle 14 i colloqui si sono chiusi. Elena ha parlato della vicenda che le ha trasformato la vita, ma anche del rapporto con il fidanzato così distante da lei in ambito sociale, culturale e con il quale aveva stabilito una relazione.

Alessia Benincasa

Alessia Benincasa, giornalista del network L'Occhio, è esperta in cronaca nera, politica e inchieste.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio