Cronaca

Omicidio ad Avellino, lo zio di Elena Gioia: “Mia nipote plagiata, è una ragazza d’oro”

Omicidio ad Avellino, lo zio di Elena Gioia la difende: "Mia nipote è una ragazza d'oro, è stata plagiata"

Omicidio ad Avellino, quest’oggi si terrà l’udienza di convalida del fermo di Elena Gioia e Giovanni Limata, i fidanzatini killer accusati di concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione del padre di lei, Aldo Gioia. Mentre la madre di lei è pronta al perdono, lo zio di Elena la difende: “Mia nipote è una ragazza d’oro, è stata plagiata”.

Omicidio ad Avellino, Aldo ucciso dalla figlia: lo zio la difende

Mentre si attende l’udienza presso il Tribunale di Avellino, è già iniziato lo scaricabarile di colpe. Giovanni Limata accusa la fidanzata della pianificazione dell’omicidio. La madre di Elena Gioia, invece, è pronta a perdonare la figlia. Anche lo zio, fratello della vittima, corre in difesa della 18enne: “Mia nipote è una ragazza d’oro, una ragazza meravigliosa”, ha spiegato al Corriere.it, “posso soltanto pensare che sia stata manipolata, che si sia lasciata plagiare”.

La tragedia

Aldo Gioia è stato ucciso nella serata di venerdì 23 aprile, dalla figlia Elena Gioia e dal suo fidanzato, il 23enne di Cervinara Giovanni Limata. Fidanzati, ma la loro è una relazione osteggiata dai genitori di lei, in particolare dal padre, Aldo Gioia, 53 anni, geometra alla Fca di Pratola Serra.

Il motivo è semplice: Aldo non vuole che la figlia frequenti il 23enne già pregiudicato con piccoli precedenti ma soprattutto da tempo tossicodipendente. È in quest’ambito che matura l’orrore. Perché Elena e Giovanni pianificano una strage: sterminare l’intera famiglia, il padre in primis, poi la moglie e l’altra figlia più piccola. Ripercorriamo le tappe della tragedia che ha sconvolto l’intera comunità irpina e non solo.

Omicidio ad Avellino, Aldo ucciso dalla figlia e fidanzato perché si opponeva alla relazione | La ricostruzione della vicenda 

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