Cultura ed eventi

Notte di San Lorenzo 2022, dove vedere le stelle cadenti in provincia di Avellino

Ecco dove ammirare le stelle cadenti ad Avellino e provincia

Dove vedere le stelle cadenti in provincia di Avellino? Sono diversi gli eventi, in vista della notte di San Lorenzo, anche nota come notte delle stelle cadenti. Il 10 agosto, dunque, tutti con il naso all’insù per ammirare lo spettacolo delle stelle cadenti e magari provare ad esprimere un desiderio. La condizione irrinunciabile per non perderle è trovarsi in un luogo buio, lontano dalle luci dei centri abitati. E quest’anno, assicurano gli esperti, lo spettacolo è assicurato.


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Notte di San Lorenzo, dove vedere le stelle cadenti ad Avellino

Mercoledì 10 agosto si ripete l’appuntamento con l’escursione notturna di San Lorenzo “E quindi uscimmo a riveder le stelle” . Un’occasione per vivere del puro trekking in un ambiente montano reso ancor più avvincente da tanti aneddoti, storie e vicende vissute in 20 anni di attività su questa splendida montagna.

Il “rispetto per il Raiamagra” è un concetto alto e da comprendere, un concetto che ha portato tanti escursionisti a considerare questa montagna oltre alla pratica sciistica. Anche per questo, nascono escursioni come “E quindi uscimmo a riveder le stelle”: per scoprire una montagna che non smetterà mai di entusiasmarci.

San Lorenzo, la notte dei sogni e dei desideri, delle stelle cadenti e delle immense emozioni. Perchè accontentarsi di vivere tutto questo “da terra”? Mercoledì 10 agosto, Terre di Mezzo vi guiderà in un viaggio andata e ritorno in cielo (a 1667m. s.l.m.) ad ammirare il tramonto che spegne dolcemente il giorno per accendere subito la notte con tutte le sue stelle. I partecipanti, durante il tramonto, degusteranno un apericena a base di prodotti tipici brindando alla notte più luminosa dell’anno: tutto questo su una delle vette più affascinanti dei Monti Picentini, quella del Monte Rajamagra.


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Stelle cadenti e Perseidi

Una meteora (comunemente chiamata anche stella cadente) è un frammento di asteroide o altro corpo celeste che, entrando all’interno dell’atmosfera terrestre, si incendia a causa dell’attrito. I meteoroiti penetrano nella nostra atmosfera con velocità comprese fra 11,2 e 72,8 km/s, subendo una notevole pressione dinamica che ne riscalda la superficie. Ciascun urto con le molecole d’aria libera un’energia termica dell’ordine di 100 eV; quindi, a una altezza di 80–90 km, la temperatura del corpo raggiunge i 2500 K e la sua materia comincia a sublimare. Proseguendo nella sua caduta, si avvia un processo noto come ablazione: il meteoroide comincia a perdere progressivamente massa, lasciando dietro di sé gocce di materia fusa. Gli atomi del meteoroide e le molecole atmosferiche, a causa degli urti reciproci, si ionizzano.

La radiazione emessa nella banda del visibile deriva per il 90% dai processi di ablazione del corpo e per il resto dalla ricombinazione elettronica dei gas atmosferici eccitati. Dal suolo un osservatore vedrà quindi una scia luminosa: la meteora. Una meteora è composta di due parti: la testa e la scia. La testa della meteora contiene il meteoroide in progressivo disfacimento avvolto da gas ionizzati, mentre la scia è una lunga colonna di plasma, visibile solo per qualche secondo. Il meteoroide può essere anche formato da detriti spaziali generati dall’uomo durante le numerose spedizioni orbitali o da satelliti danneggiati da impatti con altri corpi, ma anche da parti dei serbatoi dei razzi o da semplice spazzatura.

Una meteora molto brillante viene chiamata bolide. L’International Meteor Organization (IMO) definisce bolide una meteora di magnitudine apparente pari a -3 o più luminosa. D’altra parte, la sezione meteore della British Astronomical Association ha una definizione molto più rigorosa, indicando come limite inferiore una magnitudine pari a -5.

Se non si è già dissolto nell’aria, il meteoroide rallenta fino a 3 km/s, l’ablazione e l’emissione di luce cessano, entrando così nella fase di volo buio; se il meteoroide sopravvive al transito nell’atmosfera e allo schianto sulla superficie, l’oggetto risultante è chiamato meteorite e colpendo la Terra può produrre un cratere meteoritico. Il materiale terrestre fuso “schizzato” fuori da un cratere, si chiama impattite.


Le particelle di polvere meteoriche rilasciate da meteoriti in caduta possono persistere nell’atmosfera per diversi mesi. Possono avere effetti sul clima, diffondendo radiazioni elettromagnetiche e/o catalizzando reazioni chimiche nell’atmosfera superiore.

Uno studio basato sull’evento di Čeljabinsk ha approfondito le dinamiche alla base delle esplosioni dei meteorodi quando essi vengono a contatto con l’atmosfera terrestre: i ricercatori hanno analizzato gli scambi energetici che avvengono all’interno del corpo celeste in seguito alla presenza di aria ad alta pressione davanti a esso e di un vuoto d’aria dietro di esso. I materiali che compongono l’oggetto reagirebbero a contatto con l’aria creando crepe in cui si insinua l’aria ad alta velocità prima frenandolo e poi facendolo esplodere.

Perché si esprime un desiderio quando si vede una stella cadente

Perché si esprimono i desideri la notte di San Lorenzo? Fin dall’antichità si riteneva che il destino degli uomini fosse scritto nelle stelle. Stelle che potevano essere osservate nel cielo al momento della nascita di un bambino. Tuttavia, quando una stella cade ciò significa che il destino non è più scritto e quel bambino, divenuto uomo, può veder cambiato il proprio futuro. Per questo motivo, chi vede una stella cadente ha il diritto di esprimere un desiderio riguardo il proprio futuro. La speranza è che la “caduta” di quella stella possa dare la possibilità di cambiare il proprio destino e realizzare un sogno.

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