Morte a Montevergine, le accuse per la scarsità degli strumenti di primo soccorso

In tanti, e non è certo la prima volta che accade, hanno fatto notare come manchi un'ambulanza fissa nella zona del santuario

MONTEVERGINE (Mercogliano). L’episodio della morte del 70enne napoletano ha riportato a galla le polemiche in merito alla mancanza di una postazione dedicata al primo soccorso, presente e attiva presso il santuario in ogni momento dell’anno, e non solo in quelli in cui il flusso dei fedeli è maggiore.

I soccorsi

Dopo i primi concitati momenti, in cui la moglie dell’uomo ha iniziato a chiedere aiuto, richiamando l’attenzione della guardia medica presente sul posto, altre due ambulanze sono giunte tempestivamente sul posto, una di un’associazione di Ospedaletto d’Alpinolo e poi un’altra del 118, con a bordo un medico rianimatore.

Le polemiche

In tanti, e non è certo la prima volta che accade, hanno fatto notare come manchi un’ambulanza fissa nella zona del santuario.

Tale precauzione, secondo i pellegrini presenti al momento della tragedia, dovrebbe essere presa non solo nei momenti di maggior flusso dei fedeli, come il periodo estivo o le festività, ma  durante tutto l’anno.

Quello che manca, in effetti, oltre alla presenza fissa della Guardi Medica, è l’attrezzatura dedicata alla rianimazione immediata, come un defibrillatore.

La Guardia Medica, addirittura, sarebbe attiva solo in periodi limitati dell’anno, da giugno fino ad ottobre.

 

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