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Lettere dal passato: la famiglia Ciccarelli tra donazioni e storia irpina

AVELLINO. Il 2 ottobre del 2002 la dottoressa Eleonora Ciccarelli, consegna in qualità di donazione, all’Archivio di Stato di Avellino 49 pacchi contenenti fotografie, lettere e documenti storici datati 1800. Questa settimana la nostra rubrica “Lettere dal passato” approfondisce le testimonianze di quel tempo.

L’ archiviazione

Gli archivi di Stato italiani conservano oltre atti di natura amministrativa we giudiziaria anche tantissimi documenti privati che rappresentano una grande fetta del patrimonio storico di un Paese. Il primo segno di attenzione da parte dello Stato verso questa tipologia di archiviazione fu dato nel 1939, dove si concilia l’interesse pubblico e la salvaguardia della proprietà privata, lo Stato si funge da tutelatore tra pubblico e privato. Gli archivi privati, sono una vera e ricchezza documentale, rappresentano lo specchio più fedele della realtà storica, una reale situazione economica del tempo, ci danno la possibilità di restare aperti su di un passato altrimenti dimenticato.

La storia

Dalla sistemazione dei documenti della famiglia Ciccarelli, risalta la figura del nobile Carlo Vittorio, buono ed altruista, come il padre, demagogo, politico e amante della libertà, Pasquale Ciccarelli, nato a Salza Irpina il 13 Luglio 1816 e morto a Napoli il 1877. Lasciò al figlio la passione per l’avvocatura e l’amore per la famiglia.

Carlo già da giovanissimo ricoprì per un triennio la carica di Consigliere Provinciale del Mandamento di Chiusano San Domenico, dal 1904 al 1919, oltre a innumerevoli incarichi pubblici, di cui si è ritrovata ampia documentazione a partire dagli anni trenta consistente in registri, rubriche, schede, fotografie e lettere, nonché l’inno originale dell’artiglieria e la composizione musicale “Surdato artigliera” su disco 33 giri.

Tra le lettere risaltano quelle ad un amico per la ricerca di un lavoro e l’ottenimento dei sussidi da guerra. Rilevante anche la corrispondenza di Luisa D’Agostino, moglie di Carlo all’Altezza Reale duchessa di Aosta, affinché il podestà “non disturbi” le suore del Monastero di Santa Lucia di Serino nel godimento della loro proprietà, lasciandole libere di poter svolgere in maniera autonoma il loro atto d’amore verso Dio.

Articolo a cura di Elizabeth Iannone

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