Cronaca

Sparatoria a Cesinali, il capo della banda arrestato mentre saliva sull’autobus

Inseguimento, sparatoria ed un morto: cos'è successo a Cesinali. I residenti hanno visto sfrecciare una Jeep Compass e una Hyundai Tucson

Si indaga ancora su quanto accaduto a Cesinali, paesino di 2500 anime sconvolto da una sparatoria nella quale un malvivente è morto. “Scene da film” raccontano i residenti dopo il conflitto a fuoco tra Polizia e banditi durante un inseguimento tra le vetture delle forze dell’ordine e quelle del gruppo dei malviventi pugliesi come riportato dall’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Cesinali, inseguimento e sparatoria: un morto, cos’è successo

Ucciso dai colpi sparati uno delle gang, mentre gli altri due sono scappati a piedi nelle campagne. In tre, invece, sono stati arrestati, uno dei quali è rimasto ferito. Abbandonata dai complici la vettura a bordo della quale si trovava l’uomo ucciso nei pressi dei binari del passaggio a livello della frazione Villa San Nicola, a ridosso delle case.


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I chiodi usati dai malviventi

I residenti hanno visto sfrecciare una Jeep Compass e una Hyundai Tucson con, a seguito, due macchine della Polizia di Stato. Dai finestrini dei suv i malviventi lanciavano chiodi a tre punte per bloccare gli agenti, ma questi sono riusciti ad evitarli, arrivando a bloccare i banditi nei pressi del cimitero dove li hanno ammanettati. Pare che i malviventi, almeno in quattro, volessero assaltare un furgone portavalori.

Il sindaco

In seguito a quanto avvenuto, è intervenuto anche il sindaco Dario Fiore: “Siamo molti preoccupati, perché alcuni componenti della banda di malviventi sono scappati nelle campagne del nostro paese. Ho ricevuto tante telefonate dai cittadini che erano allarmati. Molti hanno subito danni agli pneumatici a causa dei chiodi lanciati in strada. Sono stato costretto a chiudere il viale, il centro storico, una parte di via Provinciale, via Roma, via Belle Donne fino ai binari della ferrovia”.

Arrestato il capo della banda di rapinatori

È stato arrestato il capo della banda di rapinatori, accusato di essere l’autore di quanto accaduto a Cesinali, paesino di 2500 anime sconvolto da una sparatoria nella quale un malvivente è morto. In manette è finito Savino Ariostini, 53 anni, ritenuto elemento di spicco della criminalità foggiana e vicino al clan Moretti-Pellegrino-Lanza.

Era rimasto nascosto tutta la notte, dopo essere sfuggito alla cattura, dileguandosi a piedi nelle campagne. È stato rintracciato e arrestato in via Belledonne mentre stava per salire a bordo di un autobus che collega Santo Stefano del Sole ad Avellino.

Il secondo nascondiglio

Potrebbe aver passato la notte al coperto, in un rifugio di fortuna o in un covo già individuato dalla banda, il boss latitante e presunto capo del commando pugliese, Savino Ariostini, catturato l’altro ieri mattina a Cesinali. Si valuta anche questa ipotesi, dopo che la Polizia ha scoperto un capannone al centro del paese dell’hinterland dove la banda aveva nascosto sette mezzi da utilizzare per l’assalto a un portavalori.

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