Cultura ed eventi

Terrorismo ed estremismo islamico: confronto con Souad Sbai

ATRIPALDA. Arriva ad Avellino per il convegno di PrimaveraIrpinia l’onorevole Souad Sbai, la giornalista e scrittrice di origine marocchina, già parlamentare, che vive da anni sotto scorta a causa delle sue inchieste su terrorismo ed estremismo islamico in Europa ed in Italia.

Altro ospite della serata, il giornalista e scrittore napoletano Simone Di Meo, autore di numerose inchieste sul fenomeno degli italiani convertiti all’Islam e radicale e sulla rete clandestina  che da Napoli porta fino all’Isis. Mercoledì 15 novembre alle ore 18, presso il Civita Hotel di via Manfredi ad Atripalda, l’associazione PrimaveraIrpinia terrà il convegno dal titolo “Il terrore e l’identità, perché siamo così vulnerabili rispetto all’estremismo islamico”.

L’evento organizzato dal circolo locale guidato da Massimo Bimonte, è il primo di una serie di appuntamenti che hanno lo scopo di approfondire la tematica dei pericoli legati alle componenti dell’Islam estremo presenti all’interno del nostro Paese.

Sabino Morano , fondatore di PrimaveraIrpinia insieme ad Alessandro Sansoni, scrittore e componente dell’esecutivo nazionale dell’ordine dei giornalisti, si confronteranno con Souad Sbai e Simone Di Meo esperti di estremismo islamico e terrorismo internazionale, sulle ragioni della vulnerabilità della società occidentale rispetto a questi fenomeni e sui pericoli concreti che corre l’Italia in questa determinata fase storica.

«In una fase, come quella che stiamo vivendo, di totale smarrimento identitario della società occidentale -commenta Morano- aggregazioni “culturalmente  forti”, come possono apparire quelle legate al radicalismo mussulmano, risultano capaci di attrarre sacche sempre più larghe del disagio sociale. Mentre nel Paese c’è, chi con provvedimenti come lo “Ius Soli”, cerca di portare ulteriori colpi alla cultura e all’identità nazionali, noi di PrimaveraIrpinia crediamo che il recupero dei concetti di “appartenenza culturale” e di tradizione, sia la strada da percorrere, per difendere le nostre comunità,  da un fenomeno di Islam radicale sempre più preoccupante».

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