Economia

Il distretto aerospaziale fondamentale per il rilancio irpino

Il DAC, Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania, è nato nel 2012 con il preciso obiettivo di stimolare la collaborazione tra Centri di Ricerca, Università e Aziende

Era il 2018 quando abbiamo raccontato la cronaca del il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha visitato l’azienda EMA (Europea Microfusioni Aerospaziali) di Morra De Sanctis, in Alta Irpinia, con il presidente del Consiglio Regionale Rosa D’Amelio. Senza ombra di dubbio un orgoglio per questo territorio che, nonostante i tanti problemi da risolvere, è protagonista dell’eccellenza tecnologica nazionale e internazionale.

Il DAC per la Campania

Il DAC, Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania, è nato nel 2012 con il preciso obiettivo di stimolare la collaborazione tra Centri di Ricerca, Università e Aziende di questa regione per favorire le partnership aziendali e creare continue occasioni di crescita e innovazione. Attualmente al DAC partecipano 145 entità aziendali, tra cui 23 Grandi Imprese, 19 tra Centri di Ricerca e Università (tra cui il CIRA, il CNR, l’ENEA, Fondazione FORMIT e le 5 Università campane con corsi di ingegneria) e 90 PMI.

La Campania da sola rappresenta un quarto del settore nazionale, di poco inferiore alla regione Lombardia. Nel sistema economico della Regione Campania la

filiera produttiva aerospaziale riveste un ruolo di primissimo piano. Un elemento di sviluppo del territorio sia in termini di presenza industriale, sia per il know how di alto livello richiesto dai processi produttivi.

Non solo fusoliere

Parlare di industria aerospaziale non significa solo operai che preparano shuttle pronti a uscire dall’atmosfera terrestre, ma anche ricerca e sviluppo collaterale sui processi biologici delle creature viventi in altre condizioni.

Lo sviluppo del cibo per astronauti è un’altra eccellenza del Made in Italy, che consente di migliorare anche quello terrestre in termini di combinazione di nutrienti. Dannie Hansen di Sundt afferma: “Per motivi logistici e nutrizionali, il regime alimentare di chi va nello spazio deve essere concentrato e adeguato ai diversi fabbisogni. Ciò consente di conoscere sempre meglio l’integrazione, per rispondere a problemi come l’osteoporosi, lo scarso uso dei muscoli e la perdita di minerali. Per questo è fondamentale creare integratori ad hoc, che vengono adeguati alle frenetica della frenetica vita terrestre”.

I velivoli campani del futuro

L’Italia è sempre più proiettata verso lo lo sbarco sulla luna, in collaborazione con gli Stati Uniti, per lo studio di fattibilità e progettazione preliminare di un modulo multi-purpose legato alla missione Artemis della Nasa.

Di recente si è aggiunta un’intesa di collaborazione per lo Space Weather tra l’Istituto Nazionale di Astrofisica, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e l’Aeronautica Militare. L’iniziativa, che rientra nel quadro di cooperazione tra le forze armate, gli enti di ricerca, l’università e l’industria, costituisce un’opportunità di mutua crescita per lo sviluppo di un autonomo sistema nazionale di previsioni meteo spaziali indispensabili in molti ambiti, come le trasmissioni radio, le reti elettriche, i satelliti usati anche per scopi di sicurezza nazionale.

Con SCAVIR, invece, la Campania punta alla nascita del primo velivolo regionale innovativo e con costi di realizzazione e di esercizio più bassi, con un ridotto impatto ambientale e un maggiore comfort per i passeggeri della logistica del futuro.

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