Cronaca

Disoccupato suicida a Lioni, il Comune da un lavoro alla vedova

La tragedia che ha colpito la comunità di Lioni pochi giorni fa ha dato una scossa alle istituzioni locali. La moglie del disoccupato suicida avrà un lavoro, la decisione ieri durante una riunione straordinaria del Consiglio Comunale.

Disoccupato suicida a Lioni, un brusco risveglio per le istituzioni e la comunità

Non è possibile che un uomo debba morire per essere ascoltato. Ma in Italia succede così. Se non ci sono vittime, tutto rimane invisibile. Come il disoccupato suicida che non ha più retto alla miseria della sua condizione, tanti altri sono ancora nella medesima situazione e non hanno voce.

Devono togliersi la vita anche loro?

Il Comune si è accorto di loro

Il 46enne che si è tolto la vita sabato aveva bussato alla porta del Comune numerose, numerosissime volte, ma nessuno lo aveva ascoltato.

Adesso che i suoi affanni sono finiti, restano quelli di chi lo ha visto andare via.

Ed è solo adesso che si è iniziato a fare qualcosa. Per lui è troppo tardi, ma per chi è rimasto forse no.

L’Amministrazione si è riunita in seduta straordinaria, cercando una soluzione per la moglie e la figlia dell’uomo, vittima di una cecità ormai intollerabile da parte delle sovrastrutture amministrative, locali e nazionali.

Un lavoro per la vedova

Per la moglie dello sfortunato 46enne, ci sarebbe pronto un impiego, un piccolo aiuto che ha tutto l’amaro sapore di un’ammenda, che però arriva troppo tardi.

Durante la riunione in questione, si sarebbe discusso anche di altre situazioni analoghe a quella dell’uomo, per evitare che ci siano altre vittime.

Ma non doveva morire neanche lui, è questo il punto. Vittime per questi motivi non dovrebbero esserci!

 

Emanuela Dente

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