Carcere di Avellino: trovato ancora un cellulare in cella

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Dopo l’ennesimo telefono cellulare trovato in cella ad Avellino, scatta la protesta della Polizia Penitenziaria che lunedì manifesterà ad Ariano Irpino

AVELLINO. Dopo l’ennesimo telefono cellulare trovato in cella ad Avellino, scatta la protesta della Polizia Penitenziaria che lunedì manifesterà ad Ariano Irpino.

Ancora cellulari in carcere

Ricostruisce i fatti Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE:“Nella giornata di ieri la professionalità della Polizia Penitenziaria, durante una operazione di servizio, ha consentito, nel Padiglione detentivo “De Vivo” il sequestro di un telefono cellulare dual sim funzionante di ultima generazione. L’apparecchio telefonico era abilmente occultato dietro una mattonella del bagno di una cella. Un detenuto avellinese, S.G.,  definitivo per reati di spaccio stupefacenti, ha ammesso la detenzione del cellulare. L’attenzione del personale del Corpo della Polizia Penitenziaria del Reparto di Avellino resta alta e le modalità dell’operazione di Servizio portata a termine ne è prova nonostante le numerose criticità che si vivono quotidianamente”.

Sovraffollamento carceri

“La popolazione detenuta dell’Istituto irpino – spiega Fattorello – è  in continuo aumento: circa 550 ristretti con le più svariate tipologie di detenuti. L’organico dei poliziotti continua a scendere, basti pensare che nei turni serali e notturni 7/8 unità fanno fronte alle esigenze di 550 detenuti, comprendendo inoltre le esigenze del dismesso ICATT di Lauro oggi IcAM per detenute madri con prole divenuta sezione distaccata della CASA CIRCONDARIALE di Avellino, scelta operativa dell’Amministrazione che però non ha adeguato gli organici”.

La manifestazione ad Ariano Irpino

Il SAPPE annuncia la manifestazione di protesta dei suoi aderenti: “Il malessere e disagio del personale negli Istituti Penitenziari della provincia è palese e per questo si comincerà lo stato di agitazione indetto dal SAPPE lunedì 27 presso la Casa Circondariale di ARIANO IRPINO con l’astensione del personale dalla Mensa Ordinaria di Servizio.Tale manifestazione di protesta nasce dal l’immobilismo della Amministrazione che dopo i fatti violenti di giugno cioè rivolta detenuti con sequestro del personale non ha mantenuto gli impegni assunti circa l’adeguamento dell’organico e la mobilità interna come annunciato dal Direttore dell’Istituto. Il Personale è  stanco e demotivato  al limite della sopportazione”.

Pieno sostegno alla protesta dei poliziotti del SAPPE di Avellino ed Ariano Irpino arriva da Donato Capece, segretario generale del Sindacato: “Ci attiveremo presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinchè le giuste proteste dei colleghi di Avellino ed Ariano Irpino trovino attenzione e conseguenti provvedimenti. Il dato oggettivo è che anche questa denuncia ci conferma che la tensione che caratterizza le carceri, al di là di ogni buona intenzione, è costante. Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per potenziare i livelli di sicurezza delle carceri. Altro che la vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fare alcunchè. La situazione nelle carceri resta allarmante. E ad Avellino ed Ariano Irpino è particolarmente grave, con il serio rischio che si confondano le acque tra aggressori e aggrediti”. 

“Non ci si ostini a vedere le carceri con l’occhio deformato dalle preconcette impostazioni ideologiche, che vogliono rappresentare una situazione di normalità che non c’è affatto – conclude Capece – Si adottino con urgenza provvedimenti necessari per salvaguardare la sicurezza delle carceri di Avellino ed Ariano Irpino. Gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o – peggio da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno. Non dimentichiamo che contiamo ogni giorno gravi eventi critici, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria”.

 

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