Cronaca

Avellino, progetto Dogana: gli architetti impugnano l’affidamento a Fuksas

Impugnata la procedura di affidamento dell'incarico all'architetto romano per la riqualificazione della Dogana

L’Ordine degli architetti di Avellino ha depositato al Comune una diffida indirizzata al sindaco Gianluca Festa, al segretario generale Vincenzo Lissa, e al Rup, Gaetano D’Agostino, per chiedere l’annullamento in autotutela dell’affidamento della progettazione allo studio di Massimiliano Fuksas per la riqualificazione della Dogana. Pronto anche un esposto all’Anac l’autorità anticorruzione.

Progetto Dogana, architetti irpini contro Fuksas

Secondo gli architetti irpini l’affidamento diretto da 290mila euro arrecherebbe un danno erariale alle casse dell’ente, ma soprattutto la procedura seguita per l’incarico non sarebbe legittima poiché si sarebbe dovuto chiamare almeno 5 professionisti. L’Ordine dunque chiede al Comune di Avellino di fermarsi. Nonostante l’architetto Fuksas abbia già visto di persona l’antico edificio il progetto per la Dogana rischia già di fermarsi.

Progetto Dogana in commissione Cultura

Del progetto si è parlato anche ieri, in commissione Cultura. La funzione di centro polifunzionale destinato ai giovani è stato chiarito – resta vincolante per l’ottenimento dei fondi. Allo stesso modo, è vincolata dalla Soprintendenza la conservazione della facciata realizzata da Cosimo Fanzago. Non sarà così, invece, per le mura perimetrali. In sede di documentazione esecutiva, si potranno eliminare quei ruderi in ragione della realizzazione di strutture in vetro e acciaio.

L’organismo presieduto da Luca Cipriano ha passato in rassegna tutti i finanziamenti disponibili per le iniziative culturali in città. E ha scoperto quello che il leader di “MaiPiù” denuncia come un vero e proprio “paradosso amministrativo“.

Tutte le iniziative

Emblematico il caso dei Poc Teatro e Cultura. Piazza del Popolo, causa Covid, ha accumulato le risorse per il 2020 e quelle per il 2021. Per il Massimo Cittadino, ci sono 2 tranche da 250.000 euro; per gli eventi, altre 2 da 150.000. Eppure il Gesualdo è chiuso, nonostante la normativa Covid abbia riaperto i teatri dalla fine di marzo. E non ha un gestore. Il Teatro pubblico campano ha consegnato le chiavi da tempo. La struttura non subisce manutenzione da mesi. Sugli eventi estivi, che in altri comuni d’Irpinia si stanno cominciando ad organizzare, idem: l’amministrazione non ha ancora messo in programma alcuna iniziativa.

Cipriano è netto: “Ci sono 500.000 euro per rimettere in piedi il teatro. Ma l’amministrazione, in merito, ha un progetto assolutamente nebuloso. Ci sono sia i fondi per il restyling che quelli per la gestione. Eppure è tutto fermo in attesa che nasca la fantomatica fondazione della Cultura“.

(Fonte: Il Mattino)

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