Cronaca

Ariano Irpino, la Polizia Penitenziaria sequestra cellulare in carcere: scoppia la rivolta dei detenuti

Ricoverato in ospedale il Comandante di Reparto

Ad Ariano Irpino, la Polizia Penitenziaria scopre e sequestra un cellulare, tra i detenuti si sviluppa una rivolta contro l’istituzione. Sembra davvero non esserci pace per il personale di Polizia Penitenziaria in servizio nelle carceri campane.

La Polizia Penitenziaria sequestra un cellulare e scoppia una rissa nel carcere di Ariano Irpino

Ultimo grave episodio nel carcere di Ariano Irpino, sul quale ricostruisce gli eventi accaduti Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: “Ancora alta tensione e violenza nella Casa Circondariale di Ariano Irpino, probabilmente il carcere più critico della Regione Campania per numero di eventi critici violenti messi in atto dai detenuti rivoltosi”.

Continua così Fattorello, “Questa mattina, dopo il sequestro di un telefonino alla Prima Sezione, i detenuti hanno inscenato una rivolta con devastazione del Reparto. Il personale della Polizia Penitenziaria, con grosse difficoltà, solo in tarda serata ha riportato alla calma l’agitazione. Durante i violenti disordini, il Comandante di Reparto ha accusato un malore per il quale è stato ricoverato all’Ospedale cittadino. Il SAPPE ha da tempo denunciato le criticità del carcere Arianese ove non si garantisce il controllo della sicurezza e disciplina. Da lunedì prossimo, 20 giugmo, dovrebbe prenderà servizio nella struttura un nuovo Comandante di Reparto, come richiesto in diverse occasioni dal SAPPE”.

Il dispiacere per il Comandante di Reparto

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime vicinanza e solidarietà innanzitutto al Comandante di Reparto in Ospedale ed ha parole di apprezzamento per il personale che lavora a Ariano Irpino: “le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria che svolgono quotidianamente il servizio ad Ariano Irpino lo fanno con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità in un contesto assai complicato per l’esasperante sovraffollamento. Ma servono urgenti provvedimenti per frenare una situazione operativa che è semplicemente allarmante”.

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