Curiosità

Richard Wagner e la Campania: l’amore del compositore tedesco per Napoli e la regione

L’amore di Richard Wagner per Napoli e la Campania

Nato nel 1813 a Lipsia, il compositore tedesco Richard Wagner è celebre per opere come la tetralogia operistica L’anello del Nibelungo e il Tannhäuser. Non tutti però conoscono altri dettagli della storia del musicista, tra cui spiccano gli anni passati in Italia e in particolare a Napoli, raccontati anche in volumi come L’Elmo di Lohengrin. Wagner in Italia edito da Manzoni Editore.

L’amore di Wagner per l’Italia

Il compositore aveva una predilezione per il nostro Paese che lo portò molte volte a visitare l’Italia e che gli fu di ispirazione per diverse opere. Fu ad esempio a La Spezia che, grazie a un sogno, sviluppò il preludio alla tetralogia, mentre immaginò alcune scene del Parsifal proprio nel Duomo di Siena. Bologna ospitò invece la prima del Lohengrin e le prime italiane di molte altre opere del compositore. Fra le varie città italiane Wagner ebbe un rapporto particolare con Venezia. Stressato dal caos delle grandi città e dal rumore delle carrozze, Wagner trovò nei silenziosi canali di Venezia la sua pace.

La città gli offrì anche parecchi passatempi: come racconta la pagina dedicata ai casinò italiani del casinò online Voglia Di Vincere, Wagner amava frequentare la casa di gioco di Venezia, tanto che il secondo piano dell’edificio ospita ancora oggi un museo dedicato all’artista. L’amore per Venezia portò il compositore e la sua famiglia a trasferirsi definitivamente nella città nel 1882. La permanenza a Venezia fu però breve per Wagner che morì l’anno successivo per un attacco cardiaco.

wagner
Fonte: Pixabay

Il rapporto di Wagner con la Campania

 

Durante le sue peregrinazioni per il nostro Paese, Wagner passò anche molto tempo in Campania e in particolare a Napoli. Se questi aveva immaginato alcune scene del Parsifal a Siena, altre, nella sua testa, avevano luogo a Ravello, attualmente nella provincia di Salerno. Wagner iniziò a recarsi a Napoli sotto consiglio del medico: il compositore era infatti afflitto da acciacchi e malanni che avrebbero giocato del clima mite della capitale partenopea. Qui Wagner passò molto tempo a più riprese e oggi possiamo leggere della vita quotidiana del compositore in Campania grazie ai diari della moglie Cosima.

Come si evince leggendo le memorie della moglie, Napoli, con il suo caos e la sua frenesia, in un primo momento spaventa Wagner, che poi se ne affeziona arrivando ad affermare che “Napoli è la mia città e che qui tutto è vita”. Il soggiorno in Campania aiuta anche la salute del compositore, che era affetto da problemi alla pelle e disturbi nervosi, e gli dona nuove fonti di ispirazione. Secondo gli esperti è proprio in questa regione che viene composto gran parte del Parsifal e viene scritto il libro autobiografico La mia vita.



Come molti artisti dell’epoca, anche Wagner era un intellettuale cosmopolita che durante la sua vita visitò i principali Paesi d’Europa. Sia per gusto personale che per motivi di salute, Wagner ebbe una predilezione per l’Italia in cui soggiornò diverse volte. L’artista amò in particolar modo la Campania, che gli portò l’ispirazione per comporre un’opera e lo aiutò a ritrovare la salute e la serenità.

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