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“Le ali della libertà” trionfa a Roma, primo premio per Sant’Angelo dei Lombardi

SANT’ANGELO DEI LOMBARDI. Sul podio del 45esimo concorso nazionale EIP Italia (Ecole Instrument de Paix)  salgono l’Istituto superiore scolastico Francesco De Sanctis di Sant’Angelo dei Lombardi (AV) e la Casa circondariale del comune altirpino. Premiata e applaudita nella sala delle conferenze della Biblioteca romana l’iniziativa editoriale ideata, coordinata e diretta dalla giornalista Teresa Lombardo, da anni impegnata nelle attività di volontariato specie nelle carceri della Campania, nata all’interno del progetto di scrittura creativa “Il mestiere di scrivere”.

Il libro è lo specchio di un grande sforzo di apertura, di accoglienza e di ricerca dell’altro. “Tutti siamo coinvolti – scrive l’arcivescovo della diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi,Conza,Nusco,Bisaccia,  Pasquale Cascio – in questo sforzo, che parte dal cuore e dalla mente di ogni persona e raggiunge le istituzioni e le strutture. Se la chiave che apre la porta della libertà è l’ultima del mazzo, quella che apre la mente e il cuore è unica, non sta nel mazzo, ma sta nella mano della nostra personale responsabilità”.

Gli studenti hanno cercato di dare luce al mondo della privazione della libertà, illuminandolo con la bellezza dei sentimenti drammatici della creaturale fragilità. 54 detenuti hanno sprigionato luce dall’interno di loro stessi, vincendo il buio della privazione della libertà. Il concorso al quale trionfano gli studenti e i detenuti del Comune di Sant’Angelo  vede il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri; della Camera dei Deputati; del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca; del Ministero Affari Esteri; del Ministero dei Beni e Attività culturali e Turismo; Maison Internationale Poesie Enfance Bruxelles; delle Direzioni scolastiche regionali Miur; della Regione Campania e della Regione Lazio. Il tutto si è potuto concretizzare grazie alla lungimiranza dell’allora dirigente scolastico Giovanni Ferrante che ha creduto e crede fortemente nel bisogno di cultura della legalità.

“Le attività svolte nell’ambito del progetto ‘Il mestiere di scrivere’ – sottolinea Giovanni Ferrante – hanno prodotto, come risultato finale, una raccolta di testi poetici e narrativi scritti sia dagli allievi del “De Sanctis” e dagli allievi ospiti della Casa di reclusione. Si è trattato di un’esperienza particolarmente utile e stimolante per gli alunni, che hanno potuto dare sfogo alla propria creatività con risultati talvolta pregevoli ma sempre comunque emozionanti, per la sensibilità e l’afflato umano trasfuso nei testi”.

È nata così l’idea di realizzare una pubblicazione, che rimanesse nel tempo come testimonianza di un’attività di alto valore educativo e formativo. Un’attività che ha messo a stretto contatto il mondo della scuola e quello del carcere.” Non a caso è stato scelto il titolo “Le ali della libertà” – spiega ancora Ferrante -volendo significare che le sbarre possono creare limitazioni al corpo, ma non possono imbrigliare lo spirito né comprimere quel fondo di umanità che sopravvive anche in chi ha commesso il più efferato dei delitti”.

“Si tratta di un progetto – sottolinea la giornalista Teresa Lombardo – che è diventato scrigno di messaggi profondi ed educativi dove studentesse e detenuti usano lo stesso linguaggio: legalità è libertà. Il liceo classico Francesco De Sanctis, fiore all’occhiello dell’Irpinia è ancora di più la conferma del riscatto in una terra che fu martoriata dalla violenza della natura che distrusse tutto, strappando alla vita migliaia di persone. Quelle stesse, i figli di quella terra, che non si arresero e che dalle macerie cominciarono a costruire e ricostruire: e oggi da quelle macerie vi è anche l’orgoglio dell’Istituto che lavora per la formazione e l’educazione alla legalità. Un istituto che ha creduto nel valore educativo del progetto innovativo: integrazione scuola e carceri. Un modo per sapere di più sulla realtà carceraria e per evitare di commettere errori perché il carcere è carcere”.

“Il messaggio è: informare, educare, formare per non finire dentro; dentro quelle sbarre dove manca l’aria, dove non sorge il sole, dove mancano gli affetti, dove manca la Vita” conclude Lombardo al margine dei suoi ringraziamenti a quanti hanno permesso il progetto.

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