Inchiesta

20 Novembre, giornata contro l’odio transfobico

Con #TDoR sono ancora pochi i contenuti condivisi sui social per il Transgender Day of Remembrance, giornata di commemorazione di tutte le vittime di transfobia celebrata il 20 novembre.
Ad Avellino è ancora una libertà dalle ali tarpate, l’espressione della propria sessualità. Sono pochissimi gli sportelli a tutela ed accompagnamento delle persone vittime di discriminazione per lgbtq, tra gli altri si segnala l’associazione di promozione sociale i Ken.

 

 

 

Viceversa, sono molte le iniziative nelle più grandi città che hanno anticipato la celebrazione del 20 novembre con eventi nei giorni scorsi.  I dati diffusi dal  Trans Murder Monitoring tra il 2008 e il 2016 segnalano in Italia un numero di omicidi superiore che in Spagna, Gran Bretagna e Francia. Sono stime per difetto, se si considera che violenze “di minore entità” non sono denunciate.

Il Transgender Day of Remembrance, in un’ottica politica, mira anche a far riconoscere le donne transessuali nell’universo delle tutele del genere femminile. I clamorosi casi di cronaca in cui le vittime sono donne trans, infatti, sono ancora ben lontani da essere pensati e definiti ‘femminicidi’ dalla gente comune. Una lotta, questa dell’inclusione, che potenzierà anche i risultati della lotta per la parità di genere.

 

 

 

Dichiara Daniela Lourdes Falanga, delegata ai diritti delle persone trans di Arcigay Napoli: «Per molti restano ancora mera speranza il diritto al lavoro, l’emancipazione, il diritto allo studio, il diritto alla ‘scelta’ di una vita serena. Per questo motivo diventano necessari atti di rivendicazione del proprio orgoglio. Troppe le morti per odio transfobico, dal dicembre 2008 al dicembre 2016, 2343 vittime. Nel 2017 si contano approssimativamente 60 vittime».

 

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